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Pagina:Salgari - Il Fiore delle Perle.djvu/167


Un massacro in mezzo alla foresta 135


— Sì, eppure non l’oso. Potrei crearmi una fallace speranza, una delusione atroce al pari di quella che hai sofferto tu.

— No, Hong, — rispose Than-Kiù, con voce melanconica. — Io non saprei infrangere un bel sogno come l’ha infranto Romero. Le donne del nostro paese, lo sai, sono generose e.... —

Un urto improvviso, che fece cappeggiare bruscamente la zattera, gettando Hong ed i suoi compagni l’uno sull’altro, troncò la frase della giovanetta.

— Per Fo e Confucio!... — esclamò Hong. — Cos’è accaduto?... Un altro urto come questo e la zattera va in pezzi.

— Che sia stato un coccodrillo?... — chiese Sheu-Kin.

— Io non ne ho veduto alcuno, — rispose il malese. — L’acqua è tranquilla attorno a noi.

— Allora abbiamo urtato contro un banco, — disse Than-Kiù.

Sheu-Kin ed il malese si trascinarono con precauzione fino all’orlo della zattera e cacciarono le braccia in acqua.

— Vi sono dei canneti sotto di noi — dissero.

— Passiamo sopra qualche isolotto sommerso?...

— Senza dubbio, Hong — rispose il malese.

— Badiamo di non urtare ancora, o non rispondo più della solidità del galleggiante.

— E teniamo d’occhio quel mangiatore d’uomini, — disse Sheu-Kin. — Lo vedete?... Pare che abbia l’intenzione di venirci a visitare. —

Una testa era comparsa a venti braccia dalla zattera mostrando due enormi mascelle armate di lunghi denti. Si rituffò subito, ma tutti avevano avuto tempo d’accorgersi con quale pericoloso avversario avevano da fare.

— Quel bruto è ben più da temersi che l’incontro d’un altro isolotto, — disse Hong, con inquietudine. — Che non ci lascino un momento tranquilli questi dannati sauriani?... Si direbbe che hanno giurata la nostra perdita o che si siano alleati ai pesci-cani d’acqua dolce di Pandaras.

— Aspettiamo che mostri la gola e facciamo fuoco, — suggerì il malese.

— Amerei piuttosto assalirlo col kampilang. Gli spari potrebbero tradirci ancora.

— Temi sempre Pandaras, Hong? — chiese Than-Kiù.

— Sì, fanciulla. Quell’uomo deve essere più tenace delle mignatte.

— E credo che tu abbia ragione, — disse improvvisamente Sheu-Kin.

— Ancora delle grida!... — esclamò Hong.

— E degli spari!... — aggiunse Than-Kiù.

Urla acute erano scoppiate sulla laguna, verso il sud, accompagnate da parecchi colpi di fuoco. Pareva che un combattimento ac-