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128 Capitolo diciottesimo


Invano scrutavano le tenebre che li avvolgevano, sperando di vedere qualche albero, qualche rottame su cui salvarsi, invano tendevano gli orecchi sperando di raccogliere il rumore di un paio di remi o qualche voce umana.

Nulla appariva su quei flutti diventati color dell’inchiostro, nè alcun grido echeggiava nello spazio. Vedevano invece gli schifosi rettili avanzarsi in cerchio minaccioso, colle enormi mascelle aperte e udivano i colpi furiosi delle loro formidabili code.

— Hong, — disse Than-Kiù, la cui voce, forse per la prima volta, tremava. — Io ho paura!...

— Coraggio, mia povera amica, — rispose Hong. — Abbiamo ancora la carabina e ci difenderemo.

— Ma l’acqua sale sempre.

— Ti metterò sulle mie spalle. Io sono alto e tu sarai l’ultima a morire, se è scritto che noi dobbiamo qui tutti cadere. Amici, badate a non perdere i kampilang e non risparmiate i colpi, quando non potremo più far uso delle armi da fuoco. Chissà, forse fra poco l’equilibrio si sarà stabilito fra le acque della laguna e quelle del lago o del fiume e potremo sfuggire alla orribile morte a cui ci hanno condannati. —

Hong, anima forte e coraggiosa, non disperava ancora e si preparava a sostenere gagliardamente lo spaventevole assalto dei rettili ed al pari di lui si preparavano a vendere cara la vita Sheu-Kin e Pram-Li.

Si erano disposti in modo da formare un triangolo, nel cui centro avevano collocato Than-Kiù per meglio difenderla e per impedire che le acque, le quali non erano più calme, scendendo rapidamente verso il sud, la trascinassero via.

I coccodrilli non si trovavano ormai che a pochi passi da quel piccolo gruppo di animosi. Erano almeno trenta, quasi tutti grandi assai e digrignavano i denti e battevano le mascelle come se già pregustassero la carne degli sventurati.

— Finchè le nostre munizioni sono asciutte, apriamo il fuoco, — disse Hong. — Scaricate le armi nelle gole aperte di quegli schifosi sauriani. —

Un rettile mostruoso, il più forte ed il più ardito, impaziente di assaporare la preda, si staccò dai compagni e con un balzo improvviso cercò di lanciarsi su quel brano di terra, che l’acqua rapidamente copriva.

Hong e Pram-Li, che avevano già armate le carabine, fecero fuoco simultaneamente nelle mascelle aperte del mostro. Questi, colpito a morte, avendo inghiottito d’un sol colpo le palle, gli stoppacci ed