Apri il menu principale
90 Capitolo tredicesimo


S’arrestò soffocando un sospiro, poi guardando il malese con due occhi ripieni di minaccia, gli chiese:

— Cosa ne hai fatto di lui?

— È prigioniero a bordo di questo praho, in compagnia degli altri due.

— Di quali?...

— Di quei due che avevano bevuto il mio eccellente bram.

— Sheu-Kin e Pram-Li?...

— Sì, mi pare che si chiamino così.

— Come?... Sono stati trovati?...

— Ancora sull’isolotto dove li avevate nascosti, — rispose il malese, ridendo. — Dormivano così saporitamente, che non si svegliarono che pochi minuti fa e ci volle un bel bagno per deciderli ad aprire gli occhi. Vedi, bella fanciulla; per fare di quelle gherminelle bisogna prima accertarsi di non essere veduti, mentre voi avevate alle calcagna uno dei miei fidi.

— E non hai fatto alcun male a loro?...

— A quale scopo?...

— Nemmeno a Hong?...

— Se non ne ho fatto agli altri, perchè dovevo maltrattare un valoroso?... Io stimo gli uomini valenti e quel chinese è il più ardito di quanti ne ho conosciuti. —

Than-Kiù crollò affermativamente il capo e per alcuni istanti rimase silenziosa, come se meditasse qualche cosa, poi guardando nuovamente il malese con due occhi scrutatori, gli chiese:

— E cosa intendi di fare di me, ora che mi tieni nelle tue mani?...

— Ciò che si fa d’una donna che piace.

— Ossia? — chiese Than-Kiù, alzandosi in piedi di scatto, fremente.

— Farò di te la moglie del capo dei pirati del Sultano di Bacat.

— Ah!... E tu credi che io possa accettare?...

— Accetterai, poichè io farò di te la vera regina del Sultanato. Io sono potente quanto e forse più del mio signore, che estende i suoi domini dalle rive del Butuan e del Bacat, fino alle alte montagne di Dicalungan; comando a tutti i suoi prahos ed alle sue canoe ed ai duemila uomini che le equipaggiano; sono ricco, quanto e forse più di lui, ed il mio nome fa tremare perfino il potente Sultano di Selangan, poichè come hai veduto, io vado a corseggiare anche sui suoi fiumi senza che osi contrastarmi il passo. Quale sarà la donna che rifiuterà di diventare la moglie del capo Pandaras?... Tutte quelle del Sultanato di Bacat sarebbero state orgogliose di accettare la mia mano, perfino le figlie del mio signore.