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I pirati del Talajan 79


— Hai udito qualche rumore? — chiese la giovanetta.

— No, Than-Kiù — rispose Hong. — Mi sembravi così leggera, che t’avrei portato volontieri fino alla giunca. —

Than-Kiù sorrise, ma non rispose, e si mise a camminare dietro a Hong, il quale s’apriva faticosamente il passo fra quel caos di ebani verdi, di legni del ferro, così chiamati perchè le loro fibre sfidano le migliori lame, di latanie, di cocchi, di tamarindi, di pandami e di manghi che intrecciavano confusamente i loro rami e le loro foglie gigantesche.

Dopo d’aver costeggiato per qualche tempo la riva, Hong si fermò, additando a Than-Kiù una massa nera che galleggiava in mezzo al fiume.

— La tow-mêng? — chiese ella.

— Sì, la giunca di Tseng-Kai.

— Budda li ha protetti, — mormorò la giovane.

Poi volgendosi verso Hong e stringendogli la mano, gli disse con voce dolce:

— Grazie ancora, mio amico; Than-Kiù non dimenticherà mai questa notte. —

Quindi guardandolo fisso e posandogli le mani sulle spalle, aggiunse:

— Tu sei leale.

— Cosa vuoi dire con queste parole? — chiese Hong.

— Tu mi hai compresa... tu, che mi ami, — mormorò ella.

— Sì, ma senza speranza, perchè Romero ti ha spezzato il cuore, è vero, Than-Kiù? — chiese egli con profonda tristezza.

La giovane chinese gli mise un dito sulle labbra come per impedirgli di proseguire e scese la riva dicendo:

— Andiamo, mio fedele amico: avremo appena il tempo per prepararci alla difesa. —


Capitolo XII

L’assalto della giunca

La tow-mêng si trovava ancorata al medesimo posto dove l’avevano lasciata, a eguale distanza dalle due rive, con le vele semi-abbassate, non avendo forse il sospettoso Tseng-Kai stimato prudente di farle levare, onde essere in grado di prendere prontamente il largo al menomo indizio d’una aggressione.