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Un bandito in pericolo. 243

— Non fate fuoco, amici! Sono Dik! —

Ioao attese che fosse giunto a pochi passi, poi uscendo improvvisamente dal bosco, gli disse:

— Ben felice di rivedervi ancora vivo, signor Dik e di avervi salvato da quei bricconi che volevano arrostirvi. —

Il bandito, vedendolo, si era arrestato come fulminato.

— Voi... balbettò. Voi, signore... M’inganno io?

— No, perchè siete sveglio, — disse Sao-King, comparendo a fianco del giovane peruviano. — Anch’io vi do il benvenuto. —

Un sorriso forzato comparve sulle labbra del bandito.

— Grazie pel vostro inaspettato intervento, — disse, — ma non valeva la pena di liberarmi dalle mani di quei selvaggi per appiccarmi dopo, giacchè suppongo che voi non commetterete la stupidaggine di lasciarmi scappare ancora. —

Poi alzando le spalle, disse con filosofica rassegnazione:

— Bah! Era già finita e queste ventiquattro ore di vita non mi spettavano davvero.

Signor de Ferreira, se volete appiccarmi, v’è un albero presso di voi che servirà a meraviglia da forca.

— Per Bacco! — esclamò Ioe. — Questo pirata ha del fegato.

— Mastro Dik, — disse Ioao, — non vi ho già salvato dallo spiedo per farvi ballare all’estremità di un ramo.

In tal caso vi avrei lasciato arrostire e anche divorare dai selvaggi.

— Eh! Dite? — chiese il pirata, al colmo dello stupore.

— Che noi non vi appiccheremo.

— Almeno per ora, — credette opportuno di aggiungere Sao-King.

— È già qualche cosa, — disse il bandito, sorridendo. — Permettetemi però di dirvi che trovo molto strana questa vostra generosità dopo quanto è accaduto.

— Adagio, giovanotto, — disse Ioe. — L’albero non è ancora caduto e potrebbe reggere benissimo il vostro corpo.

— Vorreste dire?

— Che prima d’accordarvi la vita abbiamo da parlare. Vi piacerebbe vivere?

— Ecco una domanda assolutamente inutile.

— Allora maestro Dik sedete e discorriamo un po’. Già i selvaggi non vi minacciano più.

— Liberatemi almeno dai legami che mi martirizzano. Giacchè non mi appiccate, non sono più necessari.

— Ecco fatto, mastro Dik, — disse Sao-King, tagliandoli con pochi colpi di coltello. — Vi avverto però che se tenterete di fuggire vi manderemo all’altro mondo con tre palle nella testa.

— Non ne ho alcuna intenzione. Ora parliamo. —

Ioao stava per aprire la bocca, ma Sao-King con un gesto lo fermò.

— Lasciate fare a me, — disse sottovoce.