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l’orgia dell’equipaggio 61


— Sei ferito, zio? chiese Cornelio, slanciandosi verso di lui.

— No... odi?... Ascolta anche tu, Wan-Horn!

Tutti tesero gli orecchi. Cosa strana! Mentre verso la pianura echeggiavano le urla selvagge degli australiani, verso la baia s’udivano scrosci di risa, voci rauche che cantavano, grida d’uomini che parevano avvinazzati.

— Gran Dio! esclamò Wan-Horn. Cosa fanno i nostri chinesi?...

— Che siano impazziti per lo spavento? chiese Cornelio.

— O che si siano ubbriacati? disse il capitano, impallidendo. Vi erano cinque barili di sciam-sciù nella mia cabina. Accorriamo, amici, presto o qui accadrà un massacro.

Abbandonarono la caldaia, che precipitò nella pianura rimbalzando di roccia in roccia, e col cuore stretto da un’angoscia inesprimibile e la fronte bagnata d’un freddo sudore, superarono le ultime rocce scendendo verso la baia.