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un banchetto cinese 19

onore alle larve dei bachi da seta, uno dei più deliziosi piatti dolci dell’infernale cucina cinese.

— Comprendi qualche cosa? — chiese Fedoro a Rokoff, il quale pareva interamente assorto a seguire le diverse fasi della commedia o del dramma che fosse.

— Sì, che si bastonano maledettamente, — rispose il cosacco. — Mi pare che a quest’ora siano stati uccisi cinque o sei imperatori malvagi e non so quanti spiriti maligni. Un terribile uomo quell’armigero. E le portate, continuano?

— Siamo quasi alla fine. Fra poco berremo il the.

— Che cosa stanno mangiando ora? Dei serpenti fritti?

— No, mi pare che siano dei ventrigli di passero con occhi di montone all’aglio.

— Quando avranno finito me lo dirai, — disse il cosacco. — Non oso più guardare la tavola.

— Hai torto, perchè hanno portato ora un nuovo piatto, che tutti gli europei hanno dichiarato eccellente.

— Non mi fido.

— Si tratta d’una zuppa famosa.

— Dove c’entreranno per lo meno delle code di gatto?

— No, Rokoff: ecco la ricetta che io ho studiato sul Cuciniere cinese:

«Prendi quanti nidi di rondini salangane potrai, perchè di questa leccornia non ne offrirai mai abbastanza ai tuoi amici.

«Dopo aver tolte via le penne e le altre materie inutili, farai cuocere i nidi nell’acqua fino a che formino una massa gelatinosa.

«Versa il tutto su uova sode di piccione, aggiungi alcune fette di salsicciotto, le quali devono galleggiare sulla zuppa come piccole barchette sul mare.

«Gl’invitati saranno entusiasti del piatto squisito e faranno grandi elogi al padrone di casa e al suo cuoco».

— È passata la zuppa? — chiese il cosacco, senza voltarsi.

— L’hanno divorata.

— Buona digestione!

— Hai perduto una rara occasione per gustarla.

— Vi rinuncio volentieri, Fedoro. Hanno accoppato un altro spirito malvagio. Interessante questo dramma! Il palcoscenico è pieno di morti. Che ammazzino poi anche noi? Da questi cinesi ci si può aspettare qualunque sorpresa. Fortunatamente ho la mia rivoltella.