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la caccia agli «jacks» 183

far i conti con due fucili. Anche Rokoff non aveva perduto il suo tempo dopo quel colpo fortunato.

Si era appena slanciato, quando i due amici fecero fuoco a pochi secondi l’uno dall’altro.

Lo jack nondimeno continuò la sua corsa indemoniata, ma non già contro Fedoro. Correva lungo il precipizio, dirigendosi verso una gola che s’apriva all’estremità del piccolo altipiano e per la quale era fuggita la mandria.

— Badate! — gridò il capitano, che aveva potuto finalmente abbandonare la radice. — Odo i muggiti degli altri jacks! Presto, cerchiamo un rifugio!

— Qui! Qui! — disse Rokoff.

Fedoro e il capitano stavano per slanciarsi verso la rupe, quando videro ritornare a corsa sfrenata l’animale che aveva ricevuto poco prima i due colpi di carabina.

Non era però solo. Guidava la mandria, alla quale si erano uniti parecchi maschi che fino allora dovevano essersi tenuti nascosti dietro le rocce e che erano occupati a combattersi.

Quei venti o trenta animali passarono come un uragano attraverso la gola e scesero il burrone col fragore d’una valanga.

— Per tutti gli storioni del Volga! — esclamò Rokoff, che era riuscito ad issare il capitano e Fedoro sulla rupe. — Se ci sorprendevano sul loro passaggio, ci riducevano in briciole! Che siano discesi fino nel deserto?

— E lo Sparviero? — chiese Fedoro, impallidendo.

— Ho detto al macchinista di mantenere la macchina in funzione, — rispose il capitano. — E poi non credo che gli jacks lascino queste rupi.

— Che li ritroviamo? — chiese Fedoro.

— Non mi sorprenderei; anzi, se troviamo un altro passaggio, seguiamolo. Non vorrei imbattermi ancora con quella mandria.

— E l’animale che abbiamo ucciso?

— Sceglieremo i pezzi migliori.

— Signor Rokof, avete le braccia che non tremano, voi. Ecco qui una ferita che i migliori cacciatori del Far-West americano vi invidierebbero certamente.

— Toccato al cuore?

— Sì, signor Rokoff.

— Si trattava di salvare Fedoro da una morte certa.

— E che morte! — esclamò il russo, gettando uno sguardo atterrito verso l’abisso. — Che salto! Più di venti metri con un torrente nel fondo! Rabbrividisco ancora pensando al pericolo corso.