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li sorprendevano quelle tremende bufere di neve, che fanno scendere il termometro a 45° od a 50°?

Un fosco avvenire si preparava per quei valorosi; pure, passato il primo scoramento, l’energia ritornò a quegli uomini, che primi fra tanti arditi esploratori, avevano raggiunto il polo australe.

— Non disperiamo e confidiamo in Dio, disse Wilkye rivolgendosi verso i compagni. Lotteremo fino all’estremo delle nostre forze ed accetteremo, senza impallidire, la tremenda battaglia che sta per darci l’inverno polare.

— Siamo pronti alla lotta, risposero i due velocipedisti. Ordinate, signor Wilkye, cosa dobbiamo fare?

— Ascoltatemi, amici, diss’egli. La marcia di questo banco attraverso al mare polare non deve durare molto; fra poco il ghiaccione si riunirà al continente e noi potremo lasciarlo.

— Dove ci trascina? chiese Peruschi.

— Verso la Terra Alessandra, se non erro, rispose Wilkye.

— Allora abbiamo la probabilità d’incontrare la spedizione inglese di Linderman, disse Blunt.

— È probabile, amico, se la Stella Polare non è stata costretta a indietreggiare o non è stata stritolata dai ghiacci con tutto l’equipaggio che la montava.

— Ed intanto ci lascieremo trasportare dal banco, in attesa che si ricongiunga al continente? chiese Peruschi.

— No, il tempo è troppo prezioso per attendere gli eventi. Costeggeremo il banco e forse più al sud troveremo un passaggio o qualche altro banco che ci permetta di raggiungere il continente.

— Allora partiamo, signore. I margini di questo banco mi pare che siano privi d’ostacoli e che si prestino per una rapida corsa.