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praticata, ai quali esse rendono il dovuto onore. Sono figlie del cielo che scendono sulla terra per addolcire le sciagure dell’umano lignaggio. I grandi scrittori che esse ispirarono, comparvero sempre ne’ tempi più duri per l’umana società, quelli della barbarie e della generale depravazione. Le lettere, figliuol mio, hanno dato conforto a molti uomini ben più infelici di voi: n’ebbe consolazione Senofonte, esiliato dalla sua patria dove aveva condotto a salvamento diecimila suoi concittadini; ricorse a quelle Scipione l’Africano, stanco delle calunnie dei Romani; Lucullo, infastidito dai loro brogli, e Catinat stomacato dalla ingratitudine della corte. I Greci, ingegnosi in tutte le cose, avevano affidato a ciascuna delle muse una delle nostre facoltà intellettuali, affinchè ne tenesse il governo, e noi dobbiamo porre sotto al loro reggimento le nostre passioni, acciocchè elle vi mettano freno e giogo: devono esse reggere le potenze dell’anima nostra sì come le Ore reggevano cavalli del Sole. Leggete, figliuol mio, i saggi che ci hanno lasciato i loro scritti, sono viaggiatori che hanno battuto prima di noi il sentiero della sventura, e ci dan mano, offerendone la loro compagnia, quando il mondo tutto ne abbandona. Un buon libro è un buon amico.»

— Oimè! sclamava Paolo, che io faceva senza lettere quando aveva meco Virginia; ella non ne sapeva nulla più di me; ma quando mi dava un’occhiata, chiamandomi suo amico, non era possibile che rimanesse in me ombra di tristezza.

— Egli è indubitato, io gli diceva, che non vi è amicizia più soave di quella d’una donna che ci ama. La donna possiede inoltre un’allegrezza leggiera che fa svanire la mestizia dell’uomo; al brillare delle sue grazie spariscono le nere fantasime del nostro pensiero grave: le attrattive del suo volto ispirano la confidenza, la sua gioja avviva ogni altra gioja: qual fronte al suo sorriso non si fa serena? Qual furore non disarmano le sue lagrime? Tornerà Virginia più saggia che voi non siete, stupirà molto al vedere che non si è ancor data l’ultima mano al giardino, mentre ella colà, lontana da sua madre e da voi, perseguitata da sua zia, ciò nondimeno ad altro non pensa che a farlo più gajo.