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* xxxix *

SE il generoso, e nobile
     Tuo cor, pietosa Vergine,
     A favorir me volgasi,
     4Che non posso sperar?
So che il tuo Figlio amabile,
     Ove di grazia preghilo,
     Per quel molto che onorati,
     8Grazia non sa negar.
Moribondo sul Golgota,
     E tal pensier rallegrami,
     Nel suo caro discepolo
     12Me volle anco additar.
Tal ti provar ne’ secoli
     Che fino a quì passarono,
     E nel presente provanti
     16Quei che ti sanno amar.
Ti rese ancor terribile
     A quell’orrendo baratro,
     Ove non mai di gemere
     20L’alme potran cessar.
Rugge il crudel Lucifero,
     E in van le labbia mordesi,
     Per non potere, il perfido,
     24Qual Eva te ingannar.
Ch’ira, e scorno indicibile
     Non ebbe allor che premere
     Sentì dal piè tuo eburneo,
     28Anzi il capo schiacciar?



C4 Sap-