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rappresentazione di abramo e agar. 17
E a te lo rendo e offerisco e dono;

Ma perchè senza te mal mi sostengo,
Così, con la tua grazia, quei sia buono,
Chè nulla è ben senza la grazia tua,
E accetta or l’orazïon mia e sua.
Finito Abraam, Isac e Abraam con un bel canto dicono questa stanza:
0 magno Dio, che ’l ciel la terra e ’l mare
Di nulla in si bell’ordine hai creato,
E da te, che non puoi nè vuoi errare,
Nella sua perfezione è conservato;
Dà grazia a noi che non possiamo amare
Altri che te che debbi esser amato,
Vincendo il mondo pien d’affanni e pene,
E nella fin fruir te, sommo bene.
Finita l’orazione si partono, e per la via tornando a casa Abraam dice ad Isac:
     Attendi, Isac, al nostro documento
Che t’amiam certo più che non si suole,
E quel che ho visto in opra e sperimento
Tel voglio or dichiarar con le parole.
Fa’ che tu sia sollecito e attento
All’orazion che spesso far si vuole
In mo’ che in ogni tua operazione
Preceda sempre innanzi l’orazione.
     Questa fa l’uom sollecito e fervente
Per sè e per gli altri a santa caritade;
Questa impetra da Dio giusto e clemente
Quel che si chiede a salute e bontade;
Questa m’ha fatto allegro e pazïente
E vittorioso d’ogni avversitade;
Questa m’ha fatto spesso in ciel gustare
E’ ben celesti et in Dio trasformare.
     Risp. Isac O caro padre, o dolce madre santa,
Sappiate sol che questo è il mio contento
Di seguir vostri esempli, e voglia tanta
Delle virtù, sprezaudo oro et argento;
Ma pensate ch’io son tenera pianta
E che ’l sostegno vostro a qualche vento
Bisogna ancor, benchè vi fia fatica.

Abraam risp.: E volentier, che Dio ti benedica.