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ATTO TERZO 317

comportarsi con lui. Il giovine voluttuoso, il di cui sangue bolle, non le rifiuterà nulla di quello ch’essa domanderà. Ora voi sapete che il conte possiede un anello trasmesso di padre in figlio nella sua casa, da quattro generazioni. Quell’anello è d’un gran prezzo a’ suoi occhi; ma nel suo ardore per ottenere l’oggetto de’ suoi desiderii, non gli sembrerà troppo gran sacrifizio il privarsene, sebbene sia sicuro che dopo se ne pentirà.

Ved. Veggo ora il vostro disegno.

El. E quindi scorgerete quant’è legittimo e onesto. Bramo che vostra figlia gli chiegga quell’anello prima di far mostra d’arrendersi alle sue istanze; bramo ch’essa gli dia un ritrovo, e che mi lasci in sua vece con lui: e per prezzo di tal compiacenza aggiungerò alla sua dote, a quello ch’ò già stato convenuto fra di noi, altri mille scudi d’oro.

Ved. Acconsento. Insegnate ora a mia figlia com’ella deve condursi perchè tutto riesca a buon fine. Ogni notte egli viene con strumenti e canzoni che ha composte per lei, e che sono bene al disopra del suo merito; ma invano facciamo opera di allontanarlo, che egli persiste a rimanere, come se non potesse vivere lontano da lei.

El. Ebbene, questa sera stessa tenteremo il nostro stratagemma. Se riesce, sarà una cattiva intenzione in un’opera legittima, e un’intenzione virtuosa in un’opera lecita, niuno peccherà, sebbene si commetta un delitto. Ma andiamo a disporre le varie parti del nostro disegno.

(escono)