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ATTO PRIMO 207

Paride. Vi giuro ch’io credo che Elena lo ami a preferenza di quel suo rapitore.

Cres. È dunque un’allegra Greca?

Pan. Sì, son sicuro che lo ama. Ella andò l’altro dì a parlargli ad un verone, e voi sapete ch’ei non ha più di quattro peli sul mento.

Cres. Oh sì! l’aritmetica d’un fanciullo varrebhe a calcolare la somma di tutti quelli che possiede.

Pan. E nondimeno quantunque sì giovine Elena ne è innamorata, e me ne avvidi dal modo con cui gli accarezzò colla mano il mento.

Cres. Giunone abbia pietà di noi! Ella gli accarezzò il mento?

Pan. E ben sapete ch’egli vi ha una pozzetta, nè credo che vi sia uomo in tutta la Frigia che sorrida di miglior grazia.

Cres. Oh! egli sorride bene.

Pan. Non è vero?

Cres. Il suo sorriso sembra una nube in autunno.

Pan. Continuate. Ma per provarvi che Elena ama Troilo...

Cres. Troilo accetterà la prova, se voi glielo provate.

Pan. Troilo? Ei non si cura di lei, più che io non mi curi di un uovo di serpente. Non posso astenermi dal ridere quando penso al modo con cui essa lo accarezzava. È vero però ch’ella ha una mano d’una bianchezza divina: e voleva per forza trovare un pelo bianco sopra il suo mento.

Cres. Povero mento! Le palme di molte mani son meglio fornite di pelo.

Pan. Ma se n’è riso tanto; la regina Ecuba se n’è tanto ilarizzata che i suoi occhi piangevano: e Cassandra divideva tutta la sua gaiezza.

Cres. Cassandra pure piangeva?

Pan. Nè Ettore poteva contenersi.

Cres. E qual era la cagione di tanta allegria?

Pan. Il pelo bianco che Elena cercava sul mento di Troilo.

Cres. Se fosse stato un pelo verde, io pure ne avrei riso.

Pan. Essi non si sono così allietati del pelo, come della bella risposta di Troilo.

Cres. Qual fu la sua risposta?

Pan. Essa gli disse: «non vi sono che cinquant’un peli su tutto il vostro mento, e ve n’è uno bianco».

Cres. Questo disse Elena?

Pan. Sì, «cinquant’un peli, rispose Troilo, ed uno bianco? Quel pelo bianco è mio padre, e tutti gli altri sono figli suoi».