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140 MOLTO STREPITO PER NULLA


Ben. Essi mi giurarono che eravate quasi inferma per amor mio.

Beat. Ed elle giurarono a me, che stavate in termini di morte per l’affetto che nudrivate per me nel cuore.

Ben. Dunque non è vero che mi amiate?

Beat. No, ma vorrei ricompensare la vostra amicizia.

Leon. Su via, nipote, io son sicuro che voi amate questo gentiluomo.

Claud. Ed io giurerei ch’egli è innamorato di lei; perocchè ecco uno scritto vergato di sua mano, un cattivo sonetto escito dal suo cervello, e che s’indirizza a Beatrice.

Ero. Ed eccone un altro scritto da mia cugina, che ho trovato nella di lei saccoccia, e che esprime la sua tenerezza per Benedick.

Ben. Quest’è un miracolo! Le nostre mani stan contro ai nostri cuori! — Ebbene, io vi sposerò, ma per questa luce, non vi sposo che per pietà.

Beat. Nè io vi rifiuto; ma questo bel giorno ne attesto, che non cedo che vinta dall’importunità, e per salvarvi la vita, perocchè mi fu detto che morivate di consunzione.

Ben. Vuo’ chiuderti la bocca. (baciandola)

D. Pedro. Ebbene, come stai ora, Benedick, uomo ammogliato?

Ben. Son lieto di potervelo dire, principe; un intero collegio di belli spiriti non mi farebbe mutar proposito per usar di scherni. Credete voi che molto mi calga di una satira o di un epigramma? No: se un uomo si lascia vincere dagli scherzi altrui, diviene interamente ridicolo. In breve, dacchè sono deciso di ammogliarmi, non mi curo più di tutti i discorsi che far potessero gli uomini contro il matrimonio, e vi esorto a non cruciarmi per quello ch’io stesso avessi potuto dirne, avvegnachè l’uomo è un essere mutabile, e in ciò sta la mia conclusione. — Quanto a voi, Claudio, io era in procinto di farvi una brutta beffa; ma poichè volete divenire mio parente, vivete sano, e amate mia cugina.

Claud. Sperava che avreste rifiutata Beatrice, onde avessi potuto farvi morire celibe sotto il bastone, per insegnarvi ad essere uomo da due faccie; quel che sarete indubitamente, se mia cugina non vi sorveglia assai.

Ben. Via, via, noi siamo amici. — S’intrecci una danza prima di maritarci, affinchè possiamo alleggerire i nostri cuori e i piedi delle nostre consorti.

Leon. Danzeremo dopo.

Ben. Prima, sull’onor mio! suonate, musici. — Principe, tu