Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1859, V-VI.djvu/275

266 VITA E MORTE DEL RE RICCARDO III


SCENA III.

Pomfret. — Dinanzi alla fortezza.

Entra Ratcliff, con una scorta di soldati tra cui stanno Rivers, Grey e Vaughan che s’incamminano al patibolo.

Hast. Fate avanzare i prigionieri.

Riv. Sir Riccardo Ratcliff, odi le mie parole: tu vedi morir oggi un suddito fedele, punito pel suo zelo e per la sua lealtà.

Grey. Dio salvi il principe dalle vostre infami trame! voi siete una torma di cannibali assetati di sangue.

Vau. Ma vivrete abbastanza per maledire un giorno questo iniquo ufficio.

Rat. Affrettatevi: il filo della vostra vita sta per troncarsi.

Riv. Oh Pomfret, Pomfret! prigione sanguinosa e fatale ai Pari di questo regno! Nell’empio ricinto delle tue mura Riccardo II fu sgozzato: e per aumentare l’orrore che ad ogni onesto tu ispiri, i tuoi pavimenti beveranno l’innocente nostro sangue.

Grey. Ora la maledizione di Margherita cade sui nostri capi: essa la profferì allorquando Hastings, voi ed io restammo freddi spettatori, mentre Riccardo le uccideva il figlio.

Riv. Ella maledisse ancora Hastings, maledisse Buckingham, maledisse Riccardo. Oh! ricordati dunque, Dio, di esaudire le sue imprecazioni sopra di loro come sopra di noi le adempisti! Quanto a mia sorella e ai suoi illustri figli, sii pago, buon Dio, del nostro sangue che con tanta iniquità sta per essere versato!

Rat. Affrettatevi, l’ora della vostra morte è suonata.

Riv. Vieni, Grey, vieni Vaughan, abbracciamoci: addio, fino a che ci rivediam di nuovo in cielo. (escono)

SCENA IV.

Londra. — Una stanza nella Torre.

Entrano Buckingham, Stanley, Hastings, il vescovo di Ely e Catesby, Lowel ed altri stanno seduti ad una tavola. Ufficiali del consiglio a qualche distanza.


Hast. Nobili Pari, l’oggetto che qui ne raduna è di fermare il giorno dell’incoronazione: in nome di Dio parlate! qual dì sarà?

Buck. Sono ammanite tutte le cose per quella cerimonia?

Stan. Sì; nè resta più che a fissarla.