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144 IL RE ENRICO VI


York. Fermati, Warwick, e cerca qualche altra caccia, perchè io stesso debbo condurre a morte questa fiera.

War. Combatti dunque nobilmente, York, è per una corona che combatti. Clifford, quanto è vero ch’io vincerò oggi, la mia anima si duole di lasciarti così senza battaglie. (esce)

Cliff. Che miri in me, York? Perchè ti arresti?

York. Io amerei quel tuo altero portamento se tu non mi fossi così acerbo nemico.

Cliff. E il tuo valore avrebbe la mia lode e la mia ammirazione, se tu non l’impiegassi per una causa ignobile e un tradimento.

York. Esso mi aiuti contro la tua spada come vero è che sostiene solo la giustizia e la buona causa.

Cliff. La mia anima e il mio corpo sull’onore della mia!

York. Tremenda scommessa! Pensa a sostenerla.

(combattono e Cliff. cade)


Cliff. Il fine corona le opere. (muore)

York. Così la guerra ti ha dato pace, e per sempre. — La tua anima abbia riposo se tale è il volere del Cielo!

(esce: entra il figlio di Clifford)

Cliff. Onta e disonore! Tutto è perduto. La paura crea il disordine, e il disordine toglie il senno. Oh! guerra figlia d’inferno, che il Cielo irritato usa per la sua collera, getta ne’ cuori agghiacciati de’ nostri soldati i fuochi ardenti della vendetta! Non ne lasciar fuggire un solo! L’uomo che si è veracemente consacrato alla guerra ha fatto divorzio coll’amore di sè. Chiunque ami la propria persona, ha solo per caso i segni del valore. — Oh! questo vil mondo finisca una volta (vedendo suo padre morto) e le fiamme dell’ultimo giorno confondano prima del tempo la terra e il cielo accesi insieme! Tromba universale, manda il tuo orribile squillo e fa tacere le vane querele dei mortali! Mio padre, mio sfortunato padre, eri tu dunque destinato a perdere la tua giovinezza in seno alla pace, a toccare l’età veneranda dei capelli bianchi e della prudenza, per venire alla stagione del riposo a morire inonorato in una mischia di ribelli! A questa vista il mio cuore impietrisce, e di pietra resterà finchè io vivo. York, non risparmiare i nostri vecchi, perchè io giuro che non perdonerò neppure ai lattanti. Le lagrime delle vergini stesse non faranno su di me che l’effetto della rugiada sul fuoco; e la beltà che spesso placa i tiranni infiammerà vieppiù la mia rabbia. La pietà mi sarà d’ora innanzi sconosciuta: e se mi abbatto in qualche figlio di York lo farò in brani, come Medea il giovine As-