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atto secondo 175


SCENA VI.

La stessa.

Entra Aaron con Quinto e Marzio.

Aar. Venite, signori; mettete innanzi il piede più fermo; vi condurrò fra breve all’odiosa fossa dove ho scoperta la pantera profondamente addormita.

Quin. La mia vista è oscurata assai, qual che ne sia il presagio.

Mar. E la mia pure, ve lo dichiaro; se vergogna non fosse dormirei volentieri un poco.     (cade entro la fossa)

Quin. Sei tu caduto? Qual precipizio pericoloso è mai questo la di cui bocca è coperta di spine tinte di un sangue novellamente sparso, e fresco come la rugiada del mattino distillata sui fiori? Questo luogo mi sembra fatale. — Parlami, fratello, ti sei tu ferito nella tua caduta?

Mar. Oh! fratello, sono ferito dalla vista del più tristo oggetto che mai facesse gemere un cuore.

Aar. (a parte) Ora andrò in traccia dell’imperatore, e lo condurrò qui ond’ei li trovi, ed abbia con ciò indizio che essi sono, che ucciso hanno il di lui fratello.     (esce)

Mar. Perchè non mi esorti e non mi aiuti tu a ritrarmi da questo infame luogo, tutto lurido di sangue?

Quin. Mi sento compreso da un terror sovrumano; un sudor gelido bagna le mie membra tremanti; il mio cuore imagina più orrori che non ne veggano i miei occhi.

Mar. Per provarti che il tuo cuore si appone al vero, drizza insieme con Aaron il tuo occhio in fondo a questa caverna, e mira un tremendo spettacolo di morte.

Quin. Aaron è partito, e il mio cuore compreso di pietà non puo’ permettere a’ miei occhi di riguardare l’oggetto di cui il sospetto solo mi atterrisce. Fammene tu la descrizione; non mai prima d’ora era stato tanto fanciullo da restare impaurito senza sapere di che.

Mar. Il principe Bassanio giace come un agnello sgozzato in quest’antro orribile e tenebroso.

Quin. Se tenebroso è, come hai potuto tu riconoscerlo?

Mar. Da un suo dito insanguinato cui cinge un anello prezioso, i fuochi del quale rischiarano tutta questa profondità, come una lampada sepolcrale risplende in un monumento sui volto terreo degli estinti. — Oh! fratello, aiutami colla debole tua