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atto secondo 307

il prezzo del benefizio, rimproverandolo, dovete rammentare, o Marco, che, allorchè Cesare e vostro fratello erano in guerra, la madre vostra riparò in Sicilia, e vi trovò il generoso accoglimento dell’amistà.

Ant. Lo so, Pompeo, e mi apprestavo ad esprimervi tutta la riconoscenza che vi debbo.

Pom. Datemi la vostra mano. — Non credeva trovarvi in questi luoghi.

Ant. I letti d’Oriente sono ben molli! E debbo esservi grato, perocchè siete voi che mi avete fatto venir qui, pria che io avessi deciso di venirvi con molto mio vantaggio.

Ces. Mi sembrate mutato dall’ultima volta che vi vidi.

Pom. Può essere; sebbene io non sappia come la fortuna scolpisca i suoi oltraggi sul mio volto; nel mio seno però ella non penetrerà mai, non renderà mai il mio cuore schiavo.

Lep. Son lieto di vedervi qui.

Pom. Ne godo, Lepido. — Eccoci dunque in pace. Desidero che il nostro trattato sia scritto e suggellato da ognuno di noi.

Ces. Sarà la nostra prima cura.

Pom. Dobbiamo banchettare innanzi di separarci. Caviamo a sorte a cui sarà imbandito il primo banchetto.

Ant. Questo tocca a me, Pompeo.

Pom. No, Antonio; la sorte deve deciderne. Ma sia ch’essa vi nomini primo, o ultimo, la vostra cucina egiziana prevarrà. Intesi dire che Giulio Cesare riportò dalle feste d’Egitto un piacevole adipe, e un fiore di salute.

Ant. Molte cose udiste.

Pom. E le ebbi sempre in buon conto.

Ant. E molte parole ancora.

Pom. Ecco anche quel che intesi: Apollodoro condusse...

Enob. Basta di ciò. Il fatto è vero.

Pom. Qual fatto, ve ne prego?

Enob. Una certa regina di Cesare in un materazzo.

Pom. Ah! ti conosco ora; come stai, valente soldato?

Enob. Bene, e v’è speranza che così continuerò; poichè veggo che avremo quattro banchetti, uno dietro l’altro.

Pom. Dammi la mano; io non t’ho mai odiato; e quando ti ho veduto combattere, mi hai reso invido del tuo valore.

Enob. Signore, io non vi ho mai amato molto; ma ho fatto il vostro elogio, e ne avreste meritato uno dieci volte maggiore.

Pom. Serba la tua schiettezza, che ti sta a meraviglia. — V’invito tutti sulla mia nave; volete precedermi, signori?