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mari, tempestate come fragili gusci dalle onde, si frangevano contro gli scogli. L’illustre Cassibelano fu in procinto, oh invida e ingannatrice fortuna! d’impadronirsi della spada di Cesare. Trionfante e giulivo, egli fece splendere la città di Lud1 di fuochi d’allegrezza; e quella vittoria riempì di coraggio il cuore dei Britanni.

Clot. Su, su! non v’è più tributo da pagare: il nostro regno è più potente che mai non sia stato; e, come già dissi, non vi sono più Giulii Cesari: altri potranno avere i lineamenti del suo riso, ma la forza del suo braccio non è più di nessuno.

Cimb. Lasciate, figliuol mio, che vostra madre conchiuda.

Clot. Presso di noi sono molti Brettoni non meno forti e vigorosi di Cassibelano; io non mi porrò già nel numero; ma a me pure fu dato un braccio. — Un tributo? e perchè dovremmo pagarlo? Se Cesare può, mediante una densa cortina, asconderne il sole, o strappar la luna dai cieli, e portasi entro i panni che lo coprono; allora gli pagheremo un tributo per rivedere la luce: se no, mettiamo in silenzio queste contribuzioni.

Cimb. Tu dovresti saperlo, Lucio: prima che gl’ingiusti Romani ne avessero estorto quell’ingiurioso balzello, noi eravamo liberi: la sola ambizione di Cesare, quell’ambizione che ad ogni istante cresceva, e che avrebbe abbracciato l’universo, quella fu che ingiustamente ne impose questo giogo, che un popolo generoso, quale siamo, è in dovere di scuotere. Dirai dunque a Cesare, che il nostro avo fu quel Mulmuzio che ci diè leggi, cui la spada di Cesare ha già troppo mutilate: richiamar quelle leggi nel pristino loro vigore sarà opera nostra, per quanto Roma se ne potesse sdegnare. Sì; Mulmuzio ne diede le leggi; ei fu che primo fra i Brettoni si cinse d’aurea corona la fronte; primo che si fece chiamare col nome di re.

Luc. Dolgomi, Cimbelino, di dovere dichiarar tuo nemico Cesare Augusto, che ha comandato sopra maggior numero di re, che non tu sopra gregari. In nome di lui dunque ti annunzio guerra e rovina: apparecchiati a una bufera a cui nulla potrà oppor resistenza. Dopo questa dichiarazione, ti son grato dell’accoglienza che ho ricevuto nella tua corte.

    t’acqua per ordine del Re Britanno, correndo i più gravi pericoli, e perdendo parecchi vascelli e alcune migliaia d’uomini.

  1. Lud, l’antica Trinovantum. Londra ebbe da principio il nome di Caerlud, e per corrosione Caerlondon, e in fine semplicemente London. Essa fu rifabbricata da Lud, fratello maggiore di Cassibelano. (Storia di Monmouth).