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182 coriolano

sua madre. Non è in lui maggior pietà, che latte non sia in un cinghiale. La nostra povera Roma ne farà sperienza; e tutto ciò è accaduto per vostra cagione.

Sic. Gli Dei ci siano propizi!

Men. No, non isperate nulla dagli Dei. Allorchè l’abbiamo bandito, gli Dei non rispettammo, nè a noi penseranno essi quando tornerà per isgozzarne.     (entra un Messaggero)

Mess. Signore, se volete salvar la vostra vita, fuggite di qui. I plebei hanno preso il vostro collega, e lo strascinano gridando, che se le donne non recheranno buone novelle, lo faranno morire di morte lunga e crudele.     (entra un altro Messaggero)

Sic. Ebbene, che è?

Mess. Buone novelle! buone novelle! le donne han vinto! I Volsci han levato il campo, e Marzio è partito con loro. Roma non vide ancora più felice dì, non quello pure in cui furono cacciati i Tarquinii.

Sic. Amico, sei certo che sia vera la tua nuova? ne sei tu ben certo?

Mess. Certo come certo che il sole è un astro di fuoco. Dove eravate dunque nascosto, per dubitarne ancora? Non mai fiume precipitò i suoi flutti sotto la volta d’un ponte colla rapidità con cui l’onda del popolo racconsolato è rientrata nelle porte di Roma. Udite questi suoni? (grida e suoni al di dentro) udite questi strumenti e queste acclamazioni che vanno al cielo?1 udite!

(nuove grida)

Men. Fortunate novelle! Vo’ ire incontro alle nostre Romane. Volunnia sola vale i senatori, i patrizi, i consoli, l’intera Repubblica, e migliaia di tribuni, quali siete voi. Buone preghiere innalzaste oggi. Stamane io non avrei dato un obolo per diecimila delle vostre teste. Udite qua! tripudio!     (grida e suoni)

Sic. Gli Dei ti ricompensino (al Mess.) per le tue buone novelle, ed abbine ad arra la mia gratitudine.

Mess. Grandi motivi abbiamo tutti per ringraziare gli Dei.

Sic. Son vicine alla città?

Mess. Stan per entrarvi.

Sic. Vogliamo incontrarle, e accrescer colla nostra gioia la gioia pubblica.     (andandosene)

(entrano le donne, accompagnate dai senatori, dai patrizi e dal popolo)

Sen. Mirate la nostra divinità tutelare, che ha salvata Roma;

  1. Make the sun dance: e fan danzare il sole.