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118 coriolano


SCENA IX.

Il campo romano.

Allarme; suonasi a raccolta; squillo di trombe; entra da un lato Cominio coi Romani; dall’altro Marzio con un braccio in ciarpa, e seguito.

Com. Se volessi narrarti ad una ad una tutte le geste di cui hai illustrato questo dì, tu stesso ricuseresti fede alle tue opere. Ma riserbo un tale racconto per Roma; ed è là che i senatori col sorriso sulle labbra piangeranno di gioia; che gl’illustri patrizi attenti e stupiti fremeranno in principio di quello che saran costretti d’ammirare; che le nostre matrone tremeran di spavento e di giubilo; che quegli stolti tribuni, cui lega amore pei vili plebei, e che abborrono la tua gloria, saran costretti di gridare col cuore pien di cruccio: Ringraziamo gli Dei d’aver concesso a Roma un tal guerriero. E nullameno prima anche della festa di questo dì, a cui ha voluto prender parte, la tua gloria era già luminosa. (entra Tito Larzio colle sue schiere, reduce dalla persecuzione de’ vinti).

Tit. Oh generale! ecco la spada di Roma (indicando Marzio); noi non ne siam che il fodero1. Vedesti...

Marz. Pregovi, non più: mia madre, che gode in celebrare il suo sangue, allorchè mi prodiga lodi mi contrista. Feci quel che voi avete fatto, cioè quel che poteva, e pel motivo stesso che vi anima, vai dire l’amor della patria. Chiunque ha operato tutto che voleva, ha operato più di me.

Com. Voi non sarete sepolcro al vostro merito; è giusto che Roma sappia tutti i pregi di uno de’ figli suoi. Nasconder le vostre azioni, sarebbe maggior delitto del furto, sarebbe silenzio vile e calunniatore. Esaltarle si possono, colmarle di lodi, senza varcare i limiti della moderazione. Onde, ve ne scongiuro, disponetevi ad udirmi parlar di voi dinanzi a tutto l’esercito; con ciò non intendo ricompensarvi di quanto avete compiuto, ma solo far fede di quel che siete.

Marz. Ho sul mio corpo alcune ferite, ed il dolore che mi cagionano divien più acre quando ne sento discorrere.

Com. Non favellarne sarebbe ingratitudine che potrebbe inve-

  1. Here is the steed, we the cavarison. Qui è il cavallo; noi ne siam la gualdrappa.