Pagina:Rusconi - Teatro completo di Shakspeare, 1858, I-II.djvu/471

84 amleto

distrugge e dissolve in breve tempo un cadavere. — Guardate, quest’è il cranio d’un uomo sepolto son già ventitre anni.

Am. E chi era?

Bec. Il più bizzarro spirito; chi credereste?

Am. Affè, non saprei.

Bec. La peste venga al mentecatto e alla sua follia! Un dì mi versò una bottiglia di Reno sulla testa. Questo cranio, signore, fu di Yorick, buffone del re.

Am. Questo?     (prendendolo)

Bec. Sì, questo.

Am. Oimè! povero Yorick!... L’ho conosciuto, Orazio; un buffone compagnevole, l’immaginazione più feconda. Ei m’ha portato mille volte fra le braccia; ed ora la sua vista m’empie d’orrore e mi fa battere il petto! Qui stavano quelle labbra che ho baciate non so quante volte... Povero Yorick! dove son ora i tuoi motti, i tuoi canti, le tue follie che rallegravano le brigate che ti circondavano? Neppure puoi ora schemire a questo sconsolato tuo ghigno. Non più gote, non più bocca... va ora a posare nel gabinetto della mia bella, e dille che tutto il suo minio non la sottrarrà a sì graziosa catastrofe. Fa che rida di questa idea. — Pregoti, Orazio, dimmi una cosa.

Or. Quale, signore?

Am. Credi tu che Alessandro avrà sì trista fisonomia sotto terra?

Or. Lo credo.

Am. E anche uguale odore? ah!                         (getta il cranio)

Or. Lo stesso, signore.

Am. A quai vili usi convien che ritorniamo, Orazio! Perchè non potrebbe l’immaginazione seguire le auguste ceneri di Alessandro, finchè impiegate non le vedesse nell’empiere il foro di un cocchiume?1.

Or. Sarebbe questo un considerar la vita troppo bizzarramente.

Am. No, in verità, non è così. Possiamo con molta modestia imaginare in tale stato anche Alessandro, e dire: Alessandro morì, Alessandro fu sepolto, Alessandro ritornò polvere; la polvere è terra; colla terra si forma l’argilla; e perchè questa argilla, composta in parte colle ceneri di lui, adoprata non potrebbe essere per la formazione di un turacciolo? «Il gran Cesare, morto e convertito in atomi, non val più che ad impedire il soffio di brezze assiderate. Oh! quell’argilla, che tenne in freno il mondo, rende

  1. Bunghole