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32 amleto

«Oh cara Ofelia, questi versi aggravano il mio affanno: io non ho l’arte di rendere eloquenti i miei sospiri; ma ch’io ti ami teneramente, credilo. Addio, addio.

«Il tuo, mia cara fanciulla, finchè questo corpo sarà animato, Amleto».

Questa lettera mi ha mostrata mia figlia per dovere d’obbedienza; e m’ha dichiarate di più tutte le preghiere che Amleto le ha fatte e tutte le circostanze di tempo, di mezzi e di luogo.

Re. Ma come accolse ella il di lui amore?

Pol. In qual conto m’avete voi?

Re. In conto d’uomo d’onore e fido.

Pol. Godo di potervi provare che son tale. Ma che potreste pensare, se, allorquando ho veduto l’ardente sua fiamma divampare (poichè debbo dirvi che avvisto me ne sono, anche prima che mia figlia me lo avesse detto), che potreste pensare e che penserebbe la Regina che m’ode, se cooperato avessi a quella passione; se incoraggita l’avessi col mio silenzio; se rimasto ne fossi tranquillo spettatore, che avreste pensato di me? — No, no, andai diritto al fatto e favellai alla fanciulla così: «Il principe Amleto è troppo al disopra di te; la cosa non avrebbe buon fine». E le ho imposto di starsene racchiusa e di astenersi dal ricevere lettere o doni. Mia figlia ha tratto buon profitto dall’insegnamento: e per abbreviar l’istoria, il principe, che s’è visto negletto, è caduto in malinconia, di malinconia in ambascia, e per progresso in quel delirio che ci fa tutti addolorati.

Re. Credete che la cosa accadesse così?

Reg. È probabile.

Pol. Fu mai tempo, vorrei saperlo, in cui fermamente assicurassi, la cosa è questa, e che poi fosse diversa?

Re. Per vero dire non me ne rammento.

Pol. Togliete questo da queste (indicando il proprio capo e le spalle) se la cosa non è quella ch’io dico. Per poco che le circostanze mi favoreggino, scoprirò dove si cela la verità, sì, fosse ella nascosta nel centro della terra.

Re. E come pervenire a ciò?

Pol. Voi sapete che il principe passeggia sovente quattro ore per questa galleria?

Reg. Ebbene?

Pol. Ebbene: nel momento in cui vi sarà, lascierò venir qui mia figlia, e noi celati dietro quelle cortine assisteremo al colloquio. Se egli non l’ama, se l’amore non è la cagione del suo male, ch’io più non sia una delle colonne del vostro Stato; ch’io perda