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10 amleto

sare, le tombe vedovate rimasero senza ospiti; i morti co’ loro lenzuoli vagolarono per le vie, mandando urli lamentevoli; le stelle dardeggiarono code fiammanti; una pioggia di sangue cadde dalle nubi; segni funesti velarono il sole; e l’umido pianeta, sotto l’influenza del quale è posto l’imperio di Nettuno, andò soggetto ad una eclisse simile a quella che oscurerà l’ultimo dì del mondo. I medesimi precursori delle sventure della terra, araldi che precedono sempre i destini, preludi fatali dei terribili avvenimenti che ci pendono sopra, tali presagi si sono tutti veduti nella terra e nel cielo per avvertire il nostro popolo, (ricomparisce lo spettro) Ma; taciamo: mirate.....! eccolo..... già ritorna! Vo’ attraversargli la via sebben m’agghiacci d’orrore. Fermati, apparizione....! e se hai una voce, se puoi render qualche suono, favella. — Ove abbi una inchiesta a fare; ove sia qualche servigio che possa sollevarti, e procacciarmi qualche grazia celeste, parlami. Se a parte sei delle sorti future del tuo paese e di qualche sinistro avvenimento che con felice prescienza possa impedirsi..... oh! favella!..... Se durante la vita hai sepolto nel seno della terra un mal acquistato tesoro, perocchè dicesi esser questa una delle cagioni per cui voi, spiriti, errate così dopo morte, fammelo palese..... — (il gallo canta) Oh fermati, parla..... — Fermalo, Marcello.

Mar. Gli darò io della mia partigiana in sulla testa?

Or. Fallo, se non vuol fermarsi.

Ber. Eccolo!

Or. Eccolo!                                   (l’ombra svanisce)

Mar. È scomparso! Gli facciamo oltraggio, avendo aspetto sì nobile e maestoso, a volerlo violentare. Egli è come l’aere invulnerabile, e i nostri colpi e le nostre vane minaccie non sono che una malignità impotente e risibile.

Ber. Voleva parlare, allorchè il gallo cantò.

Or. E in quel punto trasalì come un reo chiamato dalla voce di araldo formidabile. Udii dire che il gallo, annunziatore del mattino, co’ suoni acuti della sua voce roca e sonora sveglia il Dio del giorno, e avverte gli spiriti, che erranti o sul mare, o pel fuoco, o per la terra, o per l’aere, precipitano tosto nelle loro dimore. Il fantasma da noi veduto ci fa fede di ciò.

Mar. Al canto del gallo scomparve. Alcuni affermano che nel tempo di quella stagione solenne, in cui è celebrata la nascita del Redentore, l’uccello dell’alba canta tutta la notte; e dicesi che allora nessuno spirito possa mostrarsi; che le notti son salubri; che verun pianeta ha influssi maligni; che ogni sortilegio