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306 otello


Desd. E che direste di me, se mi doveste lodar?

Jago. O gentile signora, non vogliate che io parli di ciò; che su tali materie o sono muto, o bisbetico.

Desd. Non vale; provatevi. Qualcuno andò al porto.

Jago. Sì, signora.

Desd. Non mi sento lieta; e sforzandomi di parerlo, cerco d’ingannar la mia noia. Su, su; che direste di me, dovendo lodarmi?

Jago. A ciò penso; ma il mio pensiero resiste; e sembra avviluppato nel mio cervello: è forza strappamelo con violenza. Ecco l’oracolo della mia musa: Se la donna accoppia la saviezza alla beltà, la beltà reca diletti, e l’ingegno glieli sa procurare.

Desd. L’idea è strana. E quando è brutta ed ingegnosa?

Jago. Brutta ed ingegnosa? Allora l’ingegno suo varrà a trovarle un amante che si contenti della sua bruttezza.

Desd. Peggio ancora.

Emil. Ma se bella e stolta?

Jago. Bella e stolta non si dà: la più stolta ne sa abbastanza per divenir madre.

Desd. Antichi detti d’ebbri da taverna. Ma qual frizzo malvagio ti rimane per quella ch’è brutta e sciocca?

Jago. Brutta e sciocca fin che vi piace; ma essa conoscerà sempre tutte le arti che l’ingegno insegna alle belle.

Desd. Oh goffa ignoranza! tu giudichi con più clemenza chi meritava d’esser più severamente trattato. Ma che diresti di una donna virtuosa davvero, che coll’autorità del merito suo costringesse la malvagità stessa a renderle omaggio?

Jago. Una donna bella senz’esser vana; che possedendo il dono della parola, non ne abusasse; che mai non cedesse alle proprie inclinazioni; che ricca, fosse saggia; che offesa, sapesse perdonare, avendo potenza di vendicarsi; che, non sedotta da una stolta ambizione, preferisse di rimanere prima nel suo villaggio, anzichè strisciar ultima nella polvere delle Corti; che potesse pensar senza manifestare i proprii pensieri; che dietro a sè conducesse gran folla d’amanti, senza che mai si volgesse per gettar loro uno sguardo: una tal donna sarebbe una fenice, se pur la fenice esista...

Desd. E qual posto dovrebbe occupare?

Jago. Un banco d’osteria, intorno a cui fosse sempre un crocchio di sconci bevitori.

Desd. Oh conclusione ingiusta e indegna! Non badare a lui, Emilia, sebbene ei sia tuo marito. — Che ne dite voi, Cassio? Non è egli un giudice rigido e profano?