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292 otello

contenne a stento. Ma ditemi, signore, ve ne prego, siete voi veramente ammogliato? Pensate bene a ciò: il Magnifico1 è molto amato; la sua voce nei Consigli è potente più di quella del Doge: egli o vi costringerà al divorzio, o vi schiaccierà sotto il peso delle leggi afforzate dal suo credito personale.

Ot. Lascia che si affatichi per nuocermi: i servigi che ho renduto alla Signoria parleranno più forte delle sue lagnanze. S’ignora ancora un fatto che farò pubblico, se verrò in cognizione che a tal vana cosa si congiunga molto onore: ciò è, che traggo la mia origine da avi che un dì regnarono. Cosi le mie opere possono esser giustificate e fatte manifeste, senza che me ne venga alcun disonore. E tieni per fermo, Jago, che senza la tenerezza che io provo per la gentile Desdemona, non vorrei, a prezzo di tutti i tesori del mondo, metter freno alla mia esistenza libera e spontanea sopra la terra. — Ma che lumi sono quelli che si veggono laggiù? (entra Cassio in distanza con alcuni Uffiziali recanti torcie)

Jago. La brigata ha per duce il padre, che accorre co’ suoi. Ben fareste rientrando.

Ot. No; meglio è che mi trovi il mio carattere, il mio titolo, la mia coscienza incontaminata mi mostreranno quale sono. Ma t’apponesti credendolo il padre?

Jago. Per Giano! credo di no.

Ot. Gli uffiziali del Doge col mio luogotenente?... La notte vi sia propizia, amici: quali novelle?

Cass. Il Doge vi saluta, Generale, e chiede all’istante di voi.

Ot. Sapete a quale oggetto?...

Cass. Novelle di Cipro, per quanto io posso congetturare, lo muovono a ciò. Stanotte stessa le galee inviarono fin dodici messaggieri l’un dopo l’altro; già molti consiglieri son radunati nel palazzo ducale; e molte volte voi pure foste richiesto; onde di voi ci si mandò in traccia.

Ot. Ben è che trovato m’abbiate: entro in questa casa un istante, e poi vi seguo.     (esce)

Cass. Alfiere, che faceva egli in questi luoghi?

Jago. Pel Cielo, che ottenne stanotte una bella presa! e s’ella è dichiarata legittima, avrà immersa l’ancora per sempre.

Cass. Non v’intendo.

Jago. È ammogliato.

Cass. E con chi?

  1. Titolo dato a Brabanzio come senatore.