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290 otello


Brab. Qual miserabile profanatore sei tu?

Jago. Io son uno, signore, che venni da voi per dirvi che vostra figlia e il Moro stanno ora facendo la bestia a due dorsi.

Brab. Tu sei uno scellerato.

Jago. Voi un Senatore.

Brab. Di ciò mi darai conto. Quanto a te poi, ti conosco, Rodrigo.

Rodr. Di tutto risponderò, signore; ma ve ne supplico, ditemi se è vero, come io incomincio a crederlo, che col consenso vostro la bella Desdemona esca a tale ora indebita, fra le più nere tenebre della notte; e senza scorta, e senz’altro custode che un vil salariato domestico e un gondoliere, vada ad assoggettar suoi vezzi agli amplessi profani d’un lascivo Moro. Se di ciò siete instrutto, se a ciò consentite, v’abbiamo senza dubbio fatto un oltraggio sanguinoso; ma se da noi è che apprendete queste novelle, la mia condotta parla per me, e rende manifesta la vostra ingiustizia. Nè crediate che, scevro d’ogni buon riguardo, io volessi farmi giuoco di voi; no. Vostra figlia, io ripeto, se si è assentata senza vostro consenso, ha commesso un grande errore, sacrificando i suoi doveri, la sua bellezza, i suoi talenti, la sua fortuna ad un vagabondo, straniero qui, come nel resto della terra. Accertatevi senza indugio di quanto vi dico; e se la trovate nella sua stanza, o in casa, scatenate contro di me le folgori dello Stato, per avervi si crudelmente schernito.

Brab. Accendete i lumi..... olà! olà! le faci. Chiamate tutti i miei..... Ho trasognato quest’avventura; e il dubbio che possa essere vera, m’opprime di già! Lumi! lumi!     (si ritira dal verone)

Jago. (a Rodrigo) Addio; ora debbo lasciarvi. Restando sarei costretto a farla da testimonio contro il generale; cosa sì poco dicevole al mio grado, quanto pericolosa per me. Se la briga suscitata contro di lui gli attira qualche sinistro, non per questo il Senato oserà destituirlo in tempi sì torbidi. La guerra di Cipro lo rende necessario; e le vaste cognizioni ch’egli ha di que’ mari gli danno tanta importanza, che, al dire di tutti i Senatori, non v’è uomo che potesse degnamente entrare al suo posto. Perciò, sebbene lo abborra come abborro l’inferno, la mia condizione mi costringe a far pompa di zelo, e a deluderlo con dimostrazioni d’interesse e d’affetto. Ond’esser sicuro di sorprenderlo, guidate il

    in you: you’ll have coursers for cousins, and ginnets for germans. Lo che, tradotto alla lettera, equivaleva a questo: Avrete la vostra figlia c.. da un cavallo di Barberia; avrete nipoti che vi nitriranno d’intorno; avrete puledri far cugini, e ginnetti per parenti.