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atto quarto 273

Va, e comanda a’ miei Genii d’imbiotare le loro giuntare slogate con calcina calda, sinchè per le convulsioni del dolore le loro membra siansi rattrappite come quelle della vecchiaia. Faccian poscia loro più punture nei corpi, che macchie non siano sulla pelle del leopardo, o del tigre della montagna.

Ar. Odi, odi com’è’ ruggono!

Prosp. Non abbiano tregua i cani. Ora tutti i miei nemici sono in mio potere. In breve ogni mia fatica avrà fine; e tu allora godrai a tuo talento gli estesi campi dell’aere. Seguimi anche un poco, e compi il tuo servigio.               (escono).