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notizie intorno a shakspeare 15

in tutta la sua rozzezza plebea e democratica. Compartì al figlio della propria elezione la sua virilità, la sua semplicità, la sua indipendenza, la sua nobiltà, la sua malinconia, la sua sublimità santa, la sua grazia selvatica; diede l’essere al figlio del proprio genio; fabbricò egli stesso la lira che dovea rendergli suoni sì belli, simile agli astronomi che crearono da se stessi gl’istrumenti con cui misurarono i cieli. L’Italiano e la Divina commedia scaturirono uniti dal suo cervello; in un medesimo tempo l’esule illustre dotò la razza umana di una lingua ammirabile e d’un poema immortale.

Ma quando nel 1564 la madre di Shakspeare diede alla luce un oscuro fanciullo, erano già trascorsi quasi due terzi del famoso secolo del risorgimento delle lettere e della Riforma; di quel secolo in culle principali moderne scoperte erano attuate, stabilito il vero sistema del mondo, osservato il cielo, il globo esplorato, le scienze divenute oggetto di studio, le belle arti arrivate ad una perfezione che mai più raggiunsero dipoi. L’autor tragico inglese trovò una lingua non finita, è vero, ma fatta già per tre quarti, e già adoperata da grandi ingegni e da rinomati poeti; da Bacone e Tommaso Moro, da Surrey e da Spenser. Le cose grandi e gli uomini grandi si affettavano per ogni verso; alcune famiglie portavano nelle foreste della nuova Inghilterra i germi di una prolifica indipendenza; varie provincie, sottraendosi al giogo dei loro oppressori, si ergeano alla dignità di nazioni. Dopo Carlo V, Francesco I e Leone X splendettero sui troni Sisto V, Elisabetta, Enrico IV, don Sebastiano, e quel Filippo, che, se fu un tiranno, non fu un tiranno volgare. Fra i capitani si contavano don Giovanni d’Austria, il duca d’Alba, gli ammiragli Veniero e Andrea Doria, il principe d’Oranges, i due signori di Guisa, Coligny, Byron, Lesdiguières, Monluc, la Noue. Fra i magistrati, i giureconsulti, i ministri e i politici: l’Hôpital, Harley, De Moulin, Culaccio, Sully, Olivarez, Cecil, d’Ossat. Fra i prelati, gli scienziati, gli eruditi e gli uomini di lettere: san Carlo Borromeo, san Francesco di Sales, Calvino,