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atto primo 245

che m’ha in suo potere, sarebbero lievi pene per me, se almeno una volta al giorno potessi dalla mia carcere vedere quell’amabile fanciulla. Oh! la libertà regnasse pure in tutte le altre regioni della terra, lo spazio di quel carcere sarebbe abbastanza vasto pe’ miei desiderii.

Prosp. (a parte) Favella frase, e geme! — (a Ferdinando) Avanzati. — (ad Ariele) Son contento di te, grazioso silfo. — (a Ferdinando) Seguimi. — (ad Ariele) Intendi a quanto ti rimane da compiere.

Mir. (a Ferdinando) Non vi lasciate vincer dall’ambascia, signore. Mio padre è migliore del suo linguaggio, nè è in lui naturale il modo che ha usato.

Prosp. (ad Ariele) Diverrai libero come il vento delle montagne; ma ora diligentemente adempì il mio comando.

Ar. Signore, lo farò.

Prosp. (a Ferdinando) Seguimi — (a Miranda) E tu astienti dal chiedermi grazia per lui.               (escono)