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128 giulio cesare

aver amato Cesare al pari di lui. Che se poi si richiedesse perchè Bruto alzò il braccio contro Cesare, a tale inchiesta risponderei, che Bruto amò Roma, a preferenza di Cesare. Forsechè in voi meglio capirebbe il talento di veder Cesare vivo per morir tutti quali schiavi, anziché saper Cesare estinto per viver tutti liberi? Cesare fu valoroso: chi nol sa? chi non l’onora? Fu fortunato; e ben m’allieto de’ suoi trionfi. Teneramente m’amò, e col cuore dolente lo piango: ma fu ambizioso e il seno gli trafissi. Così onorandolo pel suo valore, allegrandomi pe’ suoi successi, compiangendolo per la sua amicizia, gli arrecai morte per la sua ambizione. Chi sarà ora qui tanto vile, che amasse divenire schiavo? Se un tale v’è, parli; che costui solo ho offeso. Chi sarà qui tanto barbaro, per isdegnare d’esser Romano? Se un tale v’è, si mostri; che questi ancora ho offeso. Chi sarà qui sì abbietto, per non sentir misericordia del suo paese? Se questi v’è, favelli, e gridi che l’oltraggiai. — Fo pausa per la risposta.

Alcuni Citt. Nessuno, Bruto, nessuno.

Br. Allora alcuno non offesi, né più feci contro Cesare di quello che lecito fosse a voi di fare contro Bruto. I titoli della morte di lui sono registrati nel Campidoglio, dove fulgida vive e vivrà eterna la ricordanza delle sue vittorie (entra Antonio, seguito da alcuni che portano il corpo di Cesare). Ecco il suo corpo, che Antonio lagrimando accompagna; Antonio, che senza aver partecipato alla sua morte, raccoglierà insieme con voi tutti il frutto di essa. Ora addio, cittadini: uccisi il mio migliore amico per la salute di Roma; e m’immergerò nel cuore il pugnale con che lo trafissi, allorquando la mia patria avrà bisogno della mia morte.

Tutti i Citt. Viva Bruto! viva, viva!

Citt. Conduciamolo in trionfo.

Citt. Ergiamogli una statua accanto a quella del suo grand’avo.

Citt. Ch’ei divenga Cesare.

Citt. Le più belle doti di Cesare vengano in Bruto coronate.

Citt. Sia condotto alla sua dimora fra canti di plauso.

Br. Miei concittadini...

Citt. Silenzio! Bruto parla.

Citt. Silenzio; olà! silenzio.

Br. Generosi concittadini, lasciate ch’io men vada solo; e per amore di me rimanetevi qui con Antonio. Accogliete il corpo di Cesare, e udite l’arringa che celebrerà le sue glorie, e che col consenso nostro Antonio s’appresta a fare. Cittadini, addio; rimanetevi finché Antonio abbia parlato.               (esce).