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parlava sempre alla Baby di suo marito, e voleva tutto sapere di lui, per cercar di capire se quel marito assente poteva farsi strada nel suo cuore. E lungamente stava fisso cogli occhi in un ritratto del Castelguelfo che era appeso nel salotto, e lo scrutava, lo divorava; pareva gli volesse investigare anche l’anima.

La Baby rideva, indovinando i pensieri del Santasillia, e si godeva mostrarsi tenera, affettuosa verso suo marito; e quando il cugino guardava il ritratto così fissamente, ella esclamava con una grazietta piena di moine che «il suo Giuliano era molto più bello!»

— Che diritto aveva quel lunatico, — pensava la Baby stizzita, — d’essere geloso di suo marito? Era proprio una pretesa fuori di posto e ridicola assai! E avrebbe voluto «che il suo Giuliano» ritornasse per fargli dispetto. In tal modo la gelosia di Andrea riavvicinava la Castelguelfo a suo marito.

— Povero Giuliano! Egli almeno era sempre di buon umore e non l’avea mai seccata!