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A   C V C I N A R E. 41

[versione diplomatica]

tompegii dentro l’oua freiche, facendoli cocere adagio,' & frinendole, butta continuamente con la paletta de_» quell'ole© che fi frige iopra l’oua, & come fono prife, & fatte bianche di (òpra, fono cotii,&non fe vogliono co- cere «oppo


Ver fare ohm [perdute in acfua.

Vi che l'acqua fía calda, & rompeli dentro Pane fr& fchiflime. Se ptefe che faranno cauale fora de l’acqua,che iiano tenerelli, mettendoli di,[opra del zuccaro affai, con acqua rofata, & de le fpecie dolce, & vn poco di feiuge de melarance, ouer agreño. Nota fe più ti piaceflejals le cole fopradette gli menerai iopra di buon calci» grattato, Si di buone fpecie dolce.


Ver fare tu a [perdute in Ut e, ì m vine.

Similmente farà come è detto, eccetto che non gli si conuiene mettere di sopra del cascio.


Ver fare otta piene.

Fa bollire le ou» fa lche in l'acqua, fin che fiano ben dure, & cotte mondarelle politamene, &o togliete pec mittade, & cauajai fuora tutti gli fnol rofl! guardand® de non romper il bianco. Se de quelli roflj ben pillerai vna parte con vn poco de vua patta frefea, item del pe- trofillo, mazorana, & menta tagliata, ò battuta bene_» minuta aggiungendoui vno, ò dui bianchi d'oua, 6 pii fecondo la quantità che vuoi fare, eoo le fpecie dolce,' ft> forte, come ti piace. E quella tale compofitione meico- htoogni cola infierne faraila gialla col zafferanno, 8c inspirane quelli d’oua fopraferitti frinendoli in eleo molto adagio. Nota per farli di fopra il iuo fapore conuenié- te. Prenderai alcuni di quelli roflì d’oua,che iono rimai:, con vn poco d’vua paffa,e pillate infierne molto bene,gK diitemperarai con vn poco d’agrelto, ò vin corto cioè fapa li pafiarai per la ftamegna giógédoui vn poco di zu- , caro, vn poco di garofani,e di cantila aitai : facendo bollire vn pochetto quello tale fapore,e qùando le dette otiai vorrai maridare à cauola ; buttali di fopra quello lapore.


[versione critica]



Per