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miscellanea numismatica 75

Il Benzone fu zelantissimo nell’adempiere i patti che al duca lo legavano, sussidiandolo di denari e di milizie, e guerreggiando egli stesso col proprio figlio Venturino nell’esercito di lui; ma tanto fervore per mantenersi in quella grazia, non bastò a salvarlo, e gli stessi suoi figli diedero occasione al duca Filippo Maria di soppiantarlo nel dominio del territorio di Crema. Le insolenze e lascivie loro maturarono le vendette di alcune famiglie già partigiane dei Benzoni, le quali accusandolo di fellonia presso il duca, tramarono in pari tempo di privarlo di vita.

Giorgio, ch’era d’indole sospettosa, non tardò ad accorgersi del sinistro progetto, e, preso da subito timore fuggì da Crema nella notte del 24 gennaio 1423, e seguito dai quattro figli, incamminossi alla volta di Mantova, indi a Venezia, dove fu accolto onorevolmente ed accettata la sua spada in servizio della Republica. Così perdette per sempre la signoria di Crema, che tenne per nove anni con podestà assoluta, e per dieci quale feudatario del duca di Milano.

Giorgio Benzone, sono parole dello Sforza-Benvenuti, figura storicamente nella schiera dei tirannelli lombardi i quali dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti ghermirono un lembo del suo manto ducale; usurpatori tutti, per la più parte scelleratissimi, ma meno tristo degli altri, non macchiossi d’atroci delitti, e fu più sitibondo di denaro che di sangue, perchè d’oro necessitava onde sostenere la vacillante signoria.

Fra gli attributi sovrani da lui esercitati v’ha quello della moneta, che fece improntare col proprio nome. Inutile sarebbe il cercare le concessioni di tale attributo, il quale non fu che naturale conseguenza della sua usurpazione. Potrebbero ben esservi contratti di zecca ed ordini di battitura, ma poiché a tanti dotti investigatori della storia non riuscì fino ad ora di rinvenirli, rimane solo di attenersi alle scarse e rarissime monete che si hanno di lui, le quali non possono essere state battute che nel tempo in cui il Benzone fu assoluto signore, cioè dall’anno 1405 al 1414.

Scrive il Terni nella Scelta degli uomini di pregio: "Trovansi fino al dì d’oggi alcuni denari d’oro e d’argento di quelli che faceva battere il Benzone, i quali hanno d’un