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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/87

80 bernardo morsolin



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Nel breve scritto, pubblicato nel 1891, dichiaravo che di questa medaglia del Mariani, nessuno, il quale mi fosse noto, aveva parlato di proposito, che non si sapeva, se essa si fosse, o no, smarrita e che s’ignorava persino se qualche esemplare si custodisse in alcuna delle collezioni, pubbliche, o private, d’Italia e d’altre terre. Aggiungevo anzi che gli scrittori vicentini, i quali ne avevano fatto cenno, non ne davano descrizione alcuna nè del diritto, nè del rovescio, non ne dichiaravano le dimensioni, non ne riportavano nello stesso modo la leggenda, ch’era, a dir vero, una iscrizione di tempi romani, fatta conoscere la prima volta dal Trinagio siccome adulterina, o immaginaria. La soverchia lunghezza della leggenda stessa mi metteva anzi nel sospetto ch’essa non fosse scolpita per intero nel diritto, ma si leggesse, mi pare almeno, anche nel rovescio. Ora devo dichiarare che il sospetto non era senza fondamento. La leggenda della medaglia è ben altra dalla iscrizione, che vi si diceva scolpita. Devo la dissipazione del dubbio al dotto uomo Clotaldo Piucco, segretario dell’ufficio regionale di Belle Arti in Venezia. " Mi permetto, scrivevami egli il 25 settembre dal 1895, rivolgermi a lei, benchè non mi conosca, perchè leggo in questo momento un suo articolo nella Rivista Numismatica su Camillo Mariani coniatore di Medaglie, e posso darle notizie, se in questi anni, dacchè ha scritto l’articolo, non le ha già avute, che la medaglia di Allieno Cecina, evidentemente della mano di quella d’Alferisio, trovasi in questo museo archeologico del Palazzo Ducale „. E proseguiva avvertendomi che la medaglia era Satirica, mandandomi nel medesimo tempo " un calco un po’ deperito, „ non avendone, com’egli dichiarava, «di migliori. „