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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/80




FRINCO E MESSERANO

MONETE INEDITE



FRINCO.


Domenico Promis, in una delle sue dotte memorie sulle monete del Piemonte1, narrò le vicende della zecca di Frinco, aperta dai Mazzetti nella seconda metà del secolo XVI.

Morel-Fatio pubblicò in seguito parecchie monete di Frinco2, specialmente di tipo francese, ed altre ne aggiunsero ancora Domenico3, e poi Vincenzo Promis4, B. Pallastrelli5, F. ed A. Erbstein6, E. Demole7, ecc., contraffazioni tutte di monete uscite da altre zecche.

Sembra che l’officina di Frinco sia stata chiusa definitivamente verso il 1609, nel quale anno i Mazzetti furono citati a comparire davanti al tribunale dell’impero, sotto l’accusa di falsari. Nel 1611 perduto il feudo, non lo riebbero che più tardi dal duca di Savoia Carlo Emanuele I, con esclusione però del diritto di zecca.

  1. Monete dei Radicati e dei Mazzetti, Torino, 1860.
  2. Monnaies inèdites de Dezana, Frinco et Passerano. Paris, 1865.
  3. Sulle monete del Piemonte. Supplemento. Torino, i866.
  4. Monete di zecche italiane, ecc. Torino, 1886.
  5. Rivista numismatica italiana, vol. II, fasc. I. Asti, 1867.
  6. Italienische Nachahmungen, ecc. Dresden, 1883.
  7. Monnaies inèdites d’Italie, ecc. Bruxelles, 1888.