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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/58


il denaro pavese ed il suo corso in italia 51

che di sopra fu detto cioè, che la diminuzione di valore delle monete correnti, principiata nella zecca di Pavia, venne successivamente adottata nelle altre zecche d’Italia. Per questo motivo Lucca egualmente, cessando la coniazione del vecchio denaro afforziato, che tanto credito aveva ottenuto, onde la Chiesa romana aveva costituita e rinnovata parte dei censi in sostituzione del denaro pavese batteva correndo il XII secolo un nuovo denaro di specie inferiore, che venne detto solamente lucchese ovvero lucchese comune. Questo denaro lucchese non diversamente dal nuovo pavese ebbe minor credito correndo nel territorio di Lucca, in quelli più prossimi ed in qualche altra città d’Italia, mentre il vecchio afforziato seguitò ad aver corso ovunque fintantoché anche esso divenne valuta ideale. Perciò, durante il XII secolo, due denari lucchesi di differente valuta contemporaneamente furono in corso.

A questo fatto dobbiamo aggiungerne un altro il quale invece faceva risultare di prezzo variante lo stesso denaro lucchese afforziato!!

La più grande parte delle corrisposte censuali in denari pavesi era costituita in piccolissime somme di denari spiccioli per le quali non potevasi affatto dare il prezzo equivalente nella moneta dei lucchesi afforziati. Questo prezzo equivalente adunque risultava più spesso minore, come lo è di fatto, nei due precedenti censi romani degli anni 1164 e 1177, quali un denaro pavese fu ragguagliato a due lucchesi afforziati, mentre risultava maggiore, ma in casi più rari e per patto speciale, come ce lo dimostra il documento fermano del 1161, ove per un denaro pavese dovevansi dare invece due lucchesi [afforziati] e mezzo. Questo inconveniente però non avveniva nel computo delle grandi somme, ove il ragguaglio fra le due monete ottenevasi sempre esatto e nelle