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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/55

48 vincenzo capobianchi



II.



I documenti che tuttora rimangono meno esplorati, in quella parte che si riferisce al valore e corso dell’antico denaro pavese nel XII secolo, sono quelli dell’Italia di mezzo, da’ quali costantemente risulta che quel denaro fu la più nobile ed accreditata valuta corrente.

La Chiesa romana già dall’XI secolo in denari pavesi aveva costituito buona parte de’ suoi censi. Seguitò nel XII secolo a rinnovarli ed a costituirne dei nuovi, e siccome, per la cessazione della battitura di quel denaro nella zecca di Pavia, già dal 1100 circa, veniva a mancare la moneta effettiva, prescriveva che per il pagamento di questi censi si dovesse dare o il vecchio denaro pavese, ovvero il prezzo equivalente nella moneta in corso, a tariffa "denariorum papiensium vel aestimationis eorumdem „1. E tal credito aveva acquistato questo denaro divenendo ideale, che i livelli, le pensioni enfiteutiche e qualsiasi altro obbligo di pagamento annuale ed a lungo periodo d’anni nel XII secolo, venivano stabiliti in denari pavesi, mentre tutti i pagamenti che effettuavansi alla stipulazione degli atti e nelle annuali scadenze erano fatti sempre nelle specie correnti.

Abbiamo raccolto le seguenti notizie sui prezzi ai quali fu tassato il denaro pavese nel XII secolo.

  1. Antiquae Collectiones Decret. Parisiis, 1609, decret. L. Ili, e. V, p. 379: Olim causam, etc.