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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/49

42 vincenzo capobianchi

Marco corrispondeva poi a soldi XIII e denari IIII del proprio effettivo peso.

In Italia parimenti fu adottato questo nuovo peso. in Roma e nel ducato romano denominossi marca ad pondus romanum, nella Lombardia e nella Liguria marca Papiae, ed allorquando questi marchi erano usati nel proprio territorio, per brevità venivano indicati col solo nome marca. Non fu così per il marco coloniense, il quale essendo forestiero e di differente peso del marco romano e del papiense, occorreva immancabilmente dichiararne il nome, come ancora occorreva dichiarare il nome del marco romano e del papiense allorquando questi erano usati o contemporaneamente al marco coloniense, ovvero fuori de’ loro territori.

Della tariffa genovese della quale ora ragionasi vi sono due esemplari. Il primo, come abbiamo riferito, trovasi allegato ad un atto di dichiarazione di debiti che Barisone giudice d’Arborea aveva contratti col comune di Genova per la sua incoronazione a re della Sardegna; quest’atto fu rogato in Genova " in capitulo Sancii Laurentii anno millesimo centesimo sexagesimo quarto, sexto decimo die Septembris et indictione XI1.

I debiti di Barisone dovevano essere rimborsati colla medesima tariffa colla quale i Consoli del Comune di Genova avevano già pagato per conto di lui all’imperatore Federico I la somma di 4000 marchi d’argento fine a peso di Colonia. Questa tariffa è del seguente tenore: " Hec [debita] soluenda sunt ita quemadmodum soluimus domino Imperatori quatuormilia marcharum. uidelicet hoc modo argenti fini marcham Ccolonie pro solidis LVI ianuensibus, unciam de marcha

  1. Hist. Patriae Monum. Chart. Tomo I, col. 837 e 839.