Apri il menu principale

Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/47

40 vincenzo capobianchi

Per quel denaro effettivo infine, dal Brambilla ritenuto per uno di quei cui il detto documento del 1129 alluderebbe, noi diremo che l’elevato valore indiscutibilmente ci dimostra che quel denaro, appartiene invece ad un sistema monetario antico e del tutto diverso da quello allora in uso. Inoltre, esaminando più attentamente quel denaro, ritroviamo che il nome HEINRICus ha la lettera E riunita alla H come egualmente ritrovasi sui soli denari attribuiti ad Enrico I (II), di quei che sul rovescio hanno la leggenda PAPIA disposta in una sola riga e traversata da un’asta terminata a croce, mentre sopra tutti gli altri denari Enriciani posteriori costantemente leggesi HINRICus. Questo rarissimo denaro formerebbe, a mio avviso, il secondo e meno antico tipo delle monete d’Enrico I (II), poichè per stile del lavoro, per la disposizione dell’epigrafe, per la mancanza dei globetti disposti a triangolo ai lati del monogramma imperiale, e per il segno di abbreviatura sulla C, (per le ultime due lettere mancanti al detto monogramma), è affatto simile ai denari di Conrado il Salico successore immediato di Enrico I (II)1.

Noi chiuderemo la prima parte di questo ragionamento con alcune osservazioni sulla tariffa genovese del 1164.

Questa tariffa2, da cui togliemmo il ragguaglio più sopra riferito che 86 soldi di denari pavesi nell’anno 1164 erano eguali a 48 soldi di denari lucchesi è il documento italiano più antico e più completo di questo genere, e come tale ci è sembrato utile rilevarne l’importanza.

In questa tariffa ciascuna quantità di una sola

  1. Brambilla, Op. cit. Tavole VI e VII . Vedasi per questo cambiamento la nostra tavola dimostrativa.
  2. Hist. Patr. Monum. Chart. Tomo I, col. 839, dxxix.