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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/465

452 luigi frati

Giulio, non come avente una giurisdizione diretta su Modena, ma come l’eminente personaggio, dal quale, durante il pontificato di Leone X, al dire dello storico Cardella1, "tutta la gran mole degli affari dello Stato della Chiesa era sostenuta „. Se non che fortunatamente non v’ha d’uopo di ricorrere a conghietture, per quanto ragionevoli e fondate, essendo le più minute particolarità e circostanze, concernenti i ducati e le monete in discorso, chiarite da un interessante documento, conservato nell’Archivio Comunale di Modena2, e che riportasi integralmente in nota3. Da esso rilevasi che il Governatore Guicciardini con sua lettera del 18 marzo

  1. Memorie storiche de’ Cardinali, tom. IV, pag. 4.
  2. Debbo alle sagaci cure di mio figlio dottor Carlo, già bibliotecario dell’Estense, il ritrovamento di questo documento rimasto finora sconosciuto; il quale lascia comprendere anche il tenore delle osservazioni fatte dal Guicciardini nella lettera ai Conservatori, che disgraziatamente non fu rinvenuta, malgrado le indagini praticate.
       E qui non lascio di rendere le debite grazie all’Ill.mo signor Sindaco di Modena per aver consentito la trascrizione e pubblicazione di esso documento.
  3. Ex Actis Illustrissimi Consilii Mutinae, 1514-1520, filza B, ad a. 1519.
       "Ill. D. D.ne Obseruan. Per la sua de lo instante di e mese et per lambassata di Io. corteso hauemo inteso qualmente V. S. desidera saper per qual causa sia posto in li ducati & monete stampate in Modena sopra la arma dele palle dal lato del Sancto vna mitria da vescovo parendo ad epsa conueniente gli douesse esser più tosto la mitria cum le Corone, e non il capello del R.mo Car.le de Medici. Et subito chiamato ad Noi m.* Rafaino m. dela Cecha et factoli exhibire li chunei de tal monete et trovato esser cusi come dice V. S. Dice lui che sono chunei vecchi recalcati di nouo e sul medemo stampo per vn m.° Io. Villanoua qual similiter presentato si scuso nanti ad Noi et che in recalcarli non ze hebe auertentia epso m.° Io. et che ouer li conzaria secondo che scriue V. S. onvero li farà de nono, ne più se batera prima sia facto questo: cusì gli hauemo comesso per expresso. Non esser processo da altro se non per inaduertentia e non da li sopra ciò deputati che sono M. Lud.co Columbo, M. Baldessar Fontana et ser Ant.° Franc.° Carandino Et cunzo ouer refado de nouo epso chuneo lo faremo vedere a V. S.ia se poi ze piacerà o no auanti se bata più et questo sera in tempo de vn di secondo che epso m.° Io. ha decto de cumzarlo ouer refarlo siche V. S. si intende: a la cui sempre se recomandamo et offeremo. Mut. die 18 Martij m. d. xviiij.„