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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/408


documenti visconteo-sforzeschi, ecc. 395

dantia 1 e toleva questa tale moneda da uno Girando Pincalino habitatore dela terra del Borgo sancto donino, il quale altre volte la Ill.ma Sig.a V. [ha] habuto nele mani,,, [Classe: Zecca].

538. — 1461, settembre 1, S. Colombano. — Lorenzo da Orvieto, famigliare ducale, scrive allo Sforza intorno alle voci che corrono sul conto del cancelliere di Graffigna, giurisdizione di S. Colombano, che "ha cerchato de spendere certi soldini falzi. „ Avutolo alla sua presenza gli disse "chel ha hauta (detta moneta) da Bufone che fò famiglio del conte Fiascho el quale aloza al Vigarolo in Lodesana, „ Aggiunge che " qui se mormora de questa moneta falza. „ [Monete: Zecca].

539. – 1461, novembre 2, Milano. — Lettera del duca di Milano al Comune di Bologna ringraziandolo dell’avviso dato " de quelle nostre monete che se spendeno a Bologna, et in non volerle bandire senza nostra saputa „ malgrado che " habiano preso più corso che in vero non vagliano. „ Rispondendo " dicemo de li mezi grossi che facemo fare, quali sappellano qui soldini, et valeno dodeci dinari pie ini ni di nostri per caduno, gli ne intra lxxx in ogni ducato, et in essi Ixxx soldini gli intra onze una, et terz. uno dargento fino. Et aciò le Mag.e vostre vedano meglio el stampo, et bontà dessi soldini, et ne possano far fare opportuna experientia gli ne mandiamo qui inclusi sei o otto, pregandole che essendo essi soldini bona moneta come se vederà per effecto, gli piacia bavere bona advertentia in non lassarle bandire, ni farle altra novità, come ne confidamo in esse. Le Mag.e vostre se deno recordare, come altre fiate vi scripsimo, bavere inteso, che in Bolognese se facevano monete false al stampo nostro, et li pregassemo, volessero in-

  1. Si chiamava Guidino da Montasei, del Bresciano, come da lettera di egual dì del castellano di Borgo S. Donnino, Antonello da Lugo (Ibid.).