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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/406


documenti visconteo-sforzeschi, ecc. 393

vuto nele mani „ ed esaminato "etiam cura modicum de in tortura moderatamente. „ Il di cui constituto si spedisce al duca. [Classe: Zecca].

533. — 1458, aprile 30, maggio 25 e luglio 23, Milano. — Mandati di pagamento a favore di Gerolamo Alberti da Venezia, maestro della zecca milanese. [Rivista italiana di numismatica, VII, 1894, p. 400.].

534. — 1459, giugno 20, Milano. — Il duca di Milano al marchese Lodovico Gonzaga in Mantova. Avergli esposto il cavalier Andreotto del Mayno reduce da Mantova, a nome del Gonzaga "come essendo fatto lassagio in quella vostra Città di Mantoa de la moneta novamente batuta in la nostra cecha, sè ritrovata esser de valuta ad rasone de libre quatro per ducato doro. Et per questo esserli bisognato di farla redure et retrare da quello corso che prima havea. Del che havemo preso grande admiratione et non senza molestia, parendone per il vero che essa nostra moneta è di la bontate limitata secondo lordine nostro. Et nondimeno per essere più chiari di questo fatto, havemo di novo fatto con gran diligentia fare lassagio dessa nostra moneta, non uno ni duy soli, ma dodeci et quatordeci, da diverse persone, per trovare ben il vero. Et tuti ad uno modo ne referiscono queste monete esser di valuta ad rasone de libre tre et soldi quatordeci denari tre per ducato doro. Et se offeriscono Petro Acetanti et li compagni deputati sopra la cecha nostra di venire fin lì et stare ad questo parengono piacendo così ala vostra S. Et dicono expressamente che le cusì bona ad la rata sua come la fiorentina nè la senese. Ben potrebe essere che per quelli quali comprano le monete nostre per portarle fora del paese, li siano state toxate et bolzonate, el che non seria per nostra caxone. Donde ne havemo prexa displicentia assay non per la valuta dela moneta ma per lhonore nostro, che ritrovandose lì al presente la Sanctità del papa con la corte di Roma, sia così palesemente vilipesa la moneta nostra, Et tanto più ne pare bavere justa casone de dolerce, che