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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/384


annotazioni numismatiche italiane 371

gende PVLCRA VIRTVTIS IMAGO ~ BONITATIS VNCIARVM QVINQVE 1668. Questo luigino, ha i gigli di una forma speciale cioè coll’estremità inferiore biforcata, propria dei Doria1. Poi, si distingue per il carattere della testa, che si stacca completamente dagli altri che più o meno tentarono di imitar quella di Dombes; testa eguale a quella dei nn. 11 e 12 del Gnecchi2, il quale osserva giustamente, che deve essere un vero ritratto. Or bene, per me è indubitato, che tutti i luigini che mi son passati tra le mani con questa testa, appartengano ai Doria; come vi appartengono altri che sebbene presentino questa testa d’alquanto modificata, riuniscono in sé molti caratteri di questi.

I caratteri che mi hanno guidato, e che si ritrovano sempre uniti in numero non inferiore a due, sono i seguenti:

     1. Il carattere della testa, come sopra ho detto.

     2. Una forma speciale dei gigli, colla parte inferiore biforcata, già accennata.

     3. Altra forma speciale in molti, della parte inferiore dei gigli fatta a triangolo colla punta in basso. Forma presentata dal n. 9 del Gnecchi, art. cit., del quale ebbi un calco, e poi ritrovai un esemplare e ch’egli attribuisce giustamente a Loano per la leggenda del dritto.

     4. Due cifre arabiche che si trovano sul luigino ora citato, ed in altri.

     5. La corona fiorata. È da notarsi che nei luigini certi dei Doria, non troviamo che un solo caso di corona gigliata, e nel 1666 solamente.

Oltre a questi, sonvene altri meno importanti,

  1. V. Luigino n. 105 del Mantellier, Notice sur la Monnaie de Trévoux, mal disegnato nel Poey d'Avant, colla legg. simvl tvtantvr et ornant, rappresentato in tutte le principali raccolte.
  2. Appunti di Numism. Italiana, in Riv. It. A. IV, pag. 142-143,