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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/334


appunti di numismatica romana 321

che troviamo in certe epoche? Sarebbe bastato coniare una testa al principio dell’impero ed una ad ogni cambiamento di fisionomia, supponiamo una all’anno; ma l’abbondanza e la ricchezza di medaglioni del regno d’Antonino e di Commodo non avrebbe veramente una spiegazione, e non si spiegherebbero le molte teste eguali accoppiate a rovesci differenti, come non avrebbero spiegazione le ricche ornamentazioni dei medaglioni non riprodotte sulle monete. Se dunque può esser lecito supporre che talvolta, invece d’un aureo o d’un denaro, abbia potuto servire un medaglione a far conoscere un nuovo imperatore, l’ammettere questo come scopo dei medaglioni è certamente troppo ardito, e, diciamolo pure, non assegna a questi una causa sufficiente.


VIII.


Ritornando quindi al punto di partenza, per conto mio mi si presenta sempre più chiara ed evidente l’idea che i medaglioni, per quanto talvolta servissero ad uso di doni imperiali o del senato, per quanto alcuni, come talune monete, fossero eccezionalmente, per mezzo di un cerchio decorativo, ridotti a servire da medaglia, nella loro totalità non sono che multipli della moneta corrente ed ebbero effettivamente corso di moneta essi stessi.

L’illustre Presidente della Società Numismatica di Londra è proclive ad ammettere la teoria per un certo numero di medaglioni, anzi per la maggior parte, l’ammette senza restrizione per quelli senatorii di Trajano Dado, l’ammette pure per quelli del basso impero; il passo è breve ad ammetterla per tutti, e almeno avremo una regola generale certamente più consen-