Apri il menu principale

Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/332


appunti di numismatica romana 319

mero provano una fabbricazione clandestina e certamente allora conveniente. Aggiungiamo ancora i denari suberati e dentellati, i quali ci sorprendono per la perfezione del lavoro, e che oggi non sapremmo assolutamente riprodurre. E dopo queste considerazioni mi pare dovrebbe cadere l’obbiezione dei pezzi a due metalli, fabbricazione che offre certo meno difficoltà di quelle accennate.

Delle quattro eccezioni non rimarrebbe dunque che la prima. Ma il medaglione cerchiato — come la moneta cerchiata — per le ragioni sopra esposte è a considerarsi come una eccezione individuale e non di specie e, come tale, non fa che confermare la regola generale.


VI.


Quale uno degli argomenti provanti la reale circolazione avuta dai medaglioni io adducevo come la loro media conservazione fosse suppergiù eguale a quella delle monete. Sir John Evans sembra annettere poca importanza a tale osservazione, asserendo invece che il semplice uso del portarli li avrebbe consunti, come vediamo consunte le medagliette dì S. Giorgio o le monete moderne portate quale ciondolo alla catena dell’orologio.

Ma, date le forme e le dimensioni dei medaglioni, mi pare assai difficile che fossero portati personalmente. Difatti non ne troviamo mai nessuno — parlo di quelli di bronzo — munito d’appiccagnolo e quelli coi buchi nell’orlo per appenderli sono così rari che io non ne ho mai visto alcuno e non ne conoscerei neppure l’esistenza senza l’affermazione di Sir John Evans. Del resto poi è assai difficile il determinare per quale scopo tali buchi fossero fatti,