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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/330


appunti di numismatica romana 317

sesterzii, dupondii ed assi; in secondo luogo i medaglioni o le monete con cerchio ornamentale non offrono punto tipi speciali; bensì quei tipi che troviamo sempre o quasi sempre — e il non trovarli talvolta deve attribuirsi piuttosto a rarità e a mancanza di altri esemplari che non a vero esclusivismo — anche fra i medaglioni o fra le monete che non hanno l’ornamento del cerchio. Ciò porterebbe a concludere che alcuni esemplari di una data emissione fossero stati completati in tal modo appunto per farne una specie di medaglia commemorativa da offrire probabilmente in dono; che cioè fossero così coniati eccezionalmente, come nel medio-evo alcuni pezzi d’argento furono coniati eccezionalmente in oro; ma non che vi fosse una categoria speciale di medaglioni o di monete coniate espressamente fuori dalla legge ossia fuori dalla monetazione ordinaria; il che è molto differente.

Tale ragionamento vale meglio ancora pei medaglioni che troviamo bucati in due punti opposti dell’orlo per applicarvi una cornice o un sostegno qualunque, il che può e, direi anzi, deve esser stato fatto da mano privata per uno scopo che noi ignoriamo; e vale pure pei medaglioni che furono anticamente dorati. — Questa non è certo una specialità dei medaglioni; noi abbiamo moltissime monete, sesterzii, dupondii ed assi, che furono anticamente dorati e in proporzione credo anzi che tale fatto si verifichi più spesso nelle monete che nei medaglioni. Nella mia collezione non posseggo che due medaglioni dorati, mentre ho almeno una ventina di monete che subirono tale alterazione nell’antichità. Essa non può quindi ritenersi originaria e meno ancora le si può assegnare un’origine ufficiale; ma va semplicemente considerata come il prodotto di un capriccio privato che convertì quelle