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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/286


necrologia 277

III. — Gian Marco Cavalli. — (In Riv. Ital. di Num., a. I, 1888, fasc. IV, a pag. 439-54).

     Le notizie raccolte allora dal R. intorno a questo artista ed intagliatore di conii, vanno dal 1479 al 1504. G. M. Cavalli è poi il medaglista anonimo mantovano dell’anno 1506 .di cui il ch. Dott. Roberto von Schneider scrisse in questa medesima Rivista (anno III, 1890).


52.


La Zecca di Tresana. — (In Riv. Ital. di Num., a. II, 1889, a pag. 35-52, con disegni nel testo).

     Già due anni prima, nel citato opuscolo per nozze Malaspina-Giacobazzi (v. al N. 43 del presente elenco bibliografico), il R. ci aveva dato un’accurata rassegna delle monete di Tresana; in questo articolo egli lumeggia in particolar modo l’ultimo periodo di attività della zecca tresanese, facendo conoscere diversi curiosissimi progetti di contraffazioni. E accarezzando una sua idea favorita, scrive: "Poiché sono in materia non vo’ chiudere questi brevi studii senza esprimere ancora una volta un desiderio» che, eiot, qualche studioso imprenda a trattare delle contraffazioni di monete imperate in Italia nei secoli decimosesto e decimosettimo: l’argomento è interessantissimo, e da questa specie di numismatica comparata si potrebbero trarre deduzioni assai importanti e per la storia e per la economia e per l’arte.


53.


La Collezione Carrand nel Museo Nazionale di Firenze. — (In Arch. Stor. dell’Arte; a. III, fasc. I-II; Roma, gennaio-febbraio 1890; a pag. 29-31).

     Intorno alla Collezione Carrand da lui riordinata, il R., scrisse a tre riprese nell’Archivio: la prima e la seconda volta (nell’a. II del periodico) trattò degli avori, degli smalti, delle maioliche, de’ vetri, de’ gioielli, dell’oreficeria religiosa, di quella civile, e dell’orologeria; la terza volta (nell’A. III, l. c.) trattò de’ rimanenti oggetti che compongono la raccolta, cioè delle armi, dei ferri, de’ dipinti, de’ cuoi, delle stoffe, delle sculture in marmo e in bronzo, dei bronzi minori, de’ cammei e intagli, de’ sigilli, e inoltre delle medaglie e delle placchette. La collezioncina delle medaglie non presenta grande interesse; una medaglia di Giulia Astalli porge il destro al R. per suggerire un’ingegnosa identificazione di quella persona, finora sconosciuta. Più importante, senza paragone, è la raccolta delle placchette, ricca dì 171 pezzi, con almeno 50 inedite.


54.


Zaccaria e Giovanni Zacchi da Volterra. — (Ibidem, a pag. 69-72).

     Sono documenti che si riferiscono alla vita di codesti due scultori toscani della Rinascenza, e in particolar modo al figlio Giovanni, noto anche come medaglista. L’ultimo documento è appunto una lettera relativa a medaglie commesse allo Zacchi dal card. Alessandro Farnese.


55.


Catalogo della collezione del fu comm. sen. Tomaso Corsi. — Firenze, Tip. Bonducciana, 1891. — (Un vol. in-8, di pag. 358).

     È un catalogo di vendita; la collezione Corsi comprendeva un ristretta numero di monete romane e di zecche italiane, ecc., ma per compenso era straordinariamente ricca in medaglie moderne.