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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/277

268 necrologia

3.


Una nuova imitazione del matapane veneto, — (In Gazz. Num., a. I, n. 3, 20 giugno 1881, a pag. 14-15).

     Tale imitazione appartiene al R. Maseo di Parma: la lenenda è MONETA PV. – MCH – S. IOANS.

4.


Un quarto di grosso di Secondotto march. di Monferrato. — (In Gazz. Num„ a. I, n. 4, 1° luglio 1881, a pag. 18-19).

    Anche questa moneta forma parte della ricca collezione numismatica del Museo di Parma, ed è notevole perchè uscita dalla zecca di Chivasso (come lo indicano il nome del santo protettore, ch’è S. Giovanni, e il tipo stesso della moneta), mentre il Promis, non conoscendo di Secondotto che due grossi battuti io Asti, ne deduce va che avesse coniato soltanto in quella zecca.


5.


Alcune monete inedite di Messerano. — (In Gazz. Num., a. I, n. 5, 15 luglio 1881, a pag. 25-26).

    Rolabazzo e cavallotto contraffatti a quelli trivulziani di Mesocco e Roveredo.


6.


Un ripostiglio di monete nel Museo di Storia patria di Reggio Emilia. — (In Gazz. Num., a. I, n. 6, 5 agosto 1881, a pag, 30 33).

    Il ripostiglio, scoperto a Carpineti, nella montagna reggiana, si compone di circa un centinaio di monete medioevali; e secondo il R. dovrebbe essere satto confidato alla terra sul principio del secolo XIV. Vi si trovano monete di novr secche italiane, cioè Piacenza, Parma. Cremona, Pavia, Brescia, Como, Milano, Bologna, Firenze, più un esemplare del matapane di Urosio II dì Serbia * Che male aggiustò il conio di Vinegia.

7.


Osservazioni sopra alcuni sesini di Messerano, — (Ibidem, a pag. 33-34).

    Domenico Promis, nella sua memoria sulle monete di Messerano, lanciò in dubbio l’attribuzione dì tre sesini che i Fieschi contraffecero a quelli di Francesco II Sforza per Milano. Il R. adduce vari motivi per poterli attribuire a Filiberto Ferrero–Fieschi. In ultimo dà poi notizia di un altro sesino, di Paolo Besso Ferrero–Fieschi, col motto SALVS.MONDI: il R. però non propenderebbe a considerare questa moneta come contraffatta ai sesini di Piacenza, ma bensì a stimarla "uno dei pochi prodotti genuini dell’officina di Messerano.„

8.


Un nuovo ripostiglio nel Museo di Reggio-Emilia. — (In Gazz. Num., a. I, n. 8, 10 sett. 1881, a pag. 42).

    Piccolo tesoretto di 45 monete medioevali d’oro e d’argento, che il R. crede nascoste durante le guerre che susseguirono alla calata di Ludovico XII in Italia. Non contiene pezzi inediti o altrimenti notevoli, ma il R. si giova della scoperta di questo ripostiglio per assegnare una data certa a una moneta mantovama cui si erano date sinora diverse attribuzioni.